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ALAXA*20CPR GASTR 5MG

6,90 6,50

ALAXA 20 COMPRESSE GASTRORESISTENTI 5 MG

 

Indicazioni
Trattamento di breve durata della stitichezza occasionale.

Controindicazioni
Ipersensibilita’ verso i componenti o altre sostanze strettamente correlate dal punto di vista chimico. I lassativi sono controindicati nei soggetti con dolore addominale acuto o di origine sconosciuta, nausea o vomito, ostruzione o stenosi intestinale, sanguinamento rettale di origine sconosciuta, grave stato di disidratazione, addome chirurgico acuto, appendicite, gastroenterite. Le compresse sono controindicate nei bambini di eta’ inferiore ai 3 anni. Le supposte sono controindicate nei casi di ragadi ed ulcere anali (puo’ verificarsi dolore e sanguinamento perianale). Generalmente controindicato durante la gravidanza e l’ allattamento.

Posologia
ALAXA 5 mg COMPRESSE GASTRORESISTENTI: Adulti: 2 compresse al giorno; nei casi particolarmente ostinati, 3 compresse. Bambini sopra i 3 anni: 1-2 compresse al giorno (0,3 mg/Kg) sotto il diretto controllo del medico. ALAXA 10 mg SUPPOSTE ADULTI E BAMBINI: Adulti: 1 supposta al giorno. Bambini: 1 supposta al giorno, sotto il diretto controllo del medico. ALAXA 2 mg SUPPOSTE LATTANTI: 1 supposta al giorno, sotto il diretto controllo del medico. La dose corretta e’ quella minima sufficiente a produrre una facile evacuazione di feci molli. E’ consigliabile usare inizialmente le dosi minime previste. Quando necessario, la dose puo’ essere poi aumentata, ma senza mai superare quella massima indicata. I lassativi devono essere usati il meno frequentemente possibile e per non piu’ di sette giorni. L’ uso per periodi di tempo maggiori richiede la prescrizione del medico dopo adeguata valutazione del singolo caso. Le compresse vanno deglutite intere, insieme ad una adeguata quantita’ di acqua (un bicchiere abbondante). Una dieta ricca di liquidi favorisce l’ effetto del medicinale. Le compresse debbono preferibilmente essere somministrate dopo il pasto serale, in modo che l’ effetto del lassativo, che si produce dopo 10-12 ore, non disturbi il sonno. Se l’ assunzione avviene a stomaco vuoto, l’ effetto lassativo si manifesta entro circa 5 ore. Assumere ALAXA compresse gastroresistenti almeno 1 ora dopo l’ assunzione di latte o antiacidi e almeno due ore dopo l’ assunzione per via orale di altri medicinali. Le supposte vanno somministrate per via rettale al mattino, a letto. Usualmente l’ effetto si manifesta tra 15 minuti ed 1 ora dopo l’ introduzione. Non assumere le supposte insieme ad altri medicinali per via orale: assumere ALAXA supposte almeno due ore dopo l’ assunzione per via orale di altri medicinali.

Avvertenze
L’ abuso di lassativi ( uso frequente o prolungato o con dosi eccessive) puo’ causare diarrea persistente con conseguente perdita di acqua, sali minerali (specialmente potassio) e altri fattori nutritivi essenziali. Nei casi piu’ gravi e’ possibile l’ insorgenza di disidratazione o ipopotassiemia, la quale puo’ determinare disfunzioni cardiache o neuromuscolari, specialmente in caso di contemporaneo trattamento con glicosidi cardiaci, diuretici o corticosteroidi. L’ uso frequente o prolungato del medicinale deve essere evitato poiche’ puo’ provocare assuefazione e colite atonica. L’ abuso di lassativi, inoltre, specialmente quelli di contatto, (lassativi stimolanti), puo’ causare dipendenza (e quindi, possibile necessita’ di aumentare progressivamente il dosaggio), stitichezza cronica e perdita delle normali funzioni intestinali (atonia intestinale). Nei bambini al di sotto dei 12 anni il medicinale puo’ essere usato solo dopo aver consultato il medico. Il trattamento della stitichezza cronica o ricorrente richiede sempre l’ intervento del medico per la diagnosi, la prescrizione dei farmaci e la sorveglianza nel corso della terapia. Consultare il medico quando la necessita’ del lassativo deriva da un improvviso cambiamento delle precedenti abitudini intestinali (frequenza e caratteristiche delle evacuazioni) che duri da piu’ di due settimane; quando e’ presente sanguinamento rettale ; quando l’ uso del lassativo non riesce a produrre effetti o quando il paziente e’ affetto da diabete mellito, ipertensione o cardiopatie. E’ inoltre opportuno che i soggetti anziani o in non buone condizioni di salute consultino il medico prima di usare il medicinale.

Interazioni
Il latte o gli antiacidi possono modificare l’ effetto del medicinale; lasciare trascorrere un intervallo di almeno un’ ora prima di prendere il lassativo. L’ uso concomitante di diuretici, glicosidi cardiaci o adrenocorticosteroidi puo’ favorire uno squilibrio elettrolitico. I lassativi possono ridurre il tempo di permanenza nell’ intestino, e quindi l’ assorbimento, di altri farmaci somministrati contemporaneamente per via orale. Evitare quindi di ingerire contemporaneamente lassativi ed altri farmaci: dopo aver preso un medicinale lasciare trascorrere un intervallo di almeno 2 ore prima di prendere il lassativo.

Effetti Indesiderati
Occasionalmente: dolori crampiformi isolati o coliche addominali, piu’ frequenti nei casi di stitichezza grave. Casi di irritazione locale, dolore e sanguinamento sono stati descritti in seguito alla somministrazione della forma farmaceutica supposte.

Gravidanza
Non esistono studi adeguati e ben controllati sull’ uso del medicinale in gravidanza o nell’ allattamento. Pertanto il medicinale deve essere usato solo in caso di necessita’, sotto il diretto controllo del medico, dopo aver valutato il beneficio atteso per la madre in rapporto al possibile rischio per il feto o per il lattante.

 

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ALLERGAN*CREMA 30G 2G/100G

10,50 9,50

ALLERGAN

CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA
Antipruriginosi, inclusi antiistaminici, anestetici, ecc.

PRINCIPI ATTIVI
Difenidramina cloridrato 2 g.

INDICAZIONI
Trattamento sintomatico locale di dermatiti pruriginose, eritema solare, punture d’insetti.

CONTROINDICAZIONI/EFF.SECONDAR
Ipersensibilita’ nota verso i componenti e verso altri antistaminici di analoga struttura chimica. Bambini al di sotto dei 2 anni.

POSOLOGIA
Spalmare un sottile strato sulla parte interessata, 2 o 3 volte al giorno. Non superare le dosi consigliate.

CONSERVAZIONE
Nessuna speciale precauzione per la conservazione.

AVVERTENZE
Non utilizzare con bendaggio occlusivo. L’impiego del prodotto, speciese prolungato, puo’ dare origine a fenomeni di sensibilizzazione, ovecio’ si verifichi interrompere il trattamento e consultare il medico.Applicare la crema su zone ridotte della pelle. La crema non va applicato su zone della pelle con vesciche, su piaghe vive e superfici in via di cicatrizzazione. Evitare il contatto con gli occhi o altre membrane mucose. Nel caso di eritema solare non esporre successivamente lapelle al sole. Se dopo breve periodo di trattamento non si notasse alcun miglioramento o se si manifestassero eruzioni cutanee, fenomeni diirritazione e bruciori, sospendere il trattamento e rivolgersi al medico. Non utilizzare il medicinale dopo la data di scadenza indicata sulla confezione.

INTERAZIONI
Nessuna nota.

EFFETTI INDESIDERATI
Sono stati riscontrati bruciore, eruzioni cutanee, reazioni di fotosensibilita’. Comunicare al medico o al farmacista l’insorgenza di eventuali effetti indesiderati non descritti.

GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO
Nelle donne in stato di gravidanza e durante l’allattamento il prodotto va usato solo in caso di effettiva necessita’ e sotto il diretto controllo del medico.

In offerta!

BETADINE*SOLUZ CUT 125ML 10%

8,60 8,40

BETADINE

CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA
Antisettici e disinfettanti, derivati dello iodio.

PRINCIPI ATTIVI
Betadine 10% soluzione cutanea 100 ml contengono: iodopovidone (al 10%di iodio) g 10. Betadine 5% spray cutaneo soluzione 100 ml contengono: iodopovidone (al 10% di iodio) g 5.

ECCIPIENTI
Betadine 10% soluzione cutanea: glicerolo, macrogol lauriletere, sodiofosfato bibasico biidrato, acido citrico monoidrato, sodio idrossido,acqua depurata. Betadine 5% spray cutaneo soluzione: glicerina, nonoxinolo 9, sodio fosfato bibasico biidrato, acido citrico anidro, acquadepurata. Propellente: Azoto.

INDICAZIONI
Disinfezione e pulizia della cute lesa (ferite, piaghe ecc..).

CONTROINDICAZIONI/EFF.SECONDAR
Ipersensibilita’ al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti. Ipertiroidismo Non usare in bambini di eta’ inferiore ai sei mesi.

POSOLOGIA
Betadine 10% soluzione cutanea: si applica 2 volte al giorno direttamente su piccole ferite ed infezioni cutanee. Una quantita’ di 5 ml di soluzione (contenente 50 mg di iodio) e’ sufficiente a trattare un’areadi circa 15 cm di lato. Per antisepsi cutanea: applicare uno strato protettivo della soluzione di colore marrone fino ad ottenere una colorazione di intensita’ media: si forma una pellicola superficiale che non macchia. Betadine 5% spray cutaneo soluzione: tenere il vaporizzatore a 10 cm dalla pelle e fare pressione sulla valvola con il flacone inposizione diritta spruzzando 2 volte al giorno uno strato protettivodi colore marrone di media intensita’ e lasciare seccare: si forma unapellicola protettiva ad attivita’ antimicrobica prolungata. Dopo il trattamento si puo’ usare un bendaggio. Una quantita’ di 5 ml di soluzione (contenente 50 mg di iodio) e’ sufficiente a trattare un’area di circa 15 cm di lato. Attenzione, non vaporizzare a flacone inclinato, evitare l’inalazione o di respirare il liquido vaporizzato.

CONSERVAZIONE
Betadine 5% spray cutaneo soluzione: conservare al riparo dal calore,ben chiuso. Betadine 10% soluzione cutanea: conservare a temperatura non superiore a 30 gradi C.

AVVERTENZE
Non usare per trattamenti prolungati. Particolare cautela va usata inpazienti con preesistente insufficienza renale che necessitino di regolari applicazioni su cute lesa. Solo per uso esterno. L’uso specie seprolungato puo’ dare origine a fenomeni di sensibilizzazione. In tal caso interrompere il trattamento ed adottare idonee misure terapeutiche. I pazienti con gozzo, noduli tiroidei o altre patologie tiroidee acute e non acute sono a rischio di sviluppare iperfunzione tiroidea (ipertiroidismo) a seguito di somministrazione di grandi quantita’ di iodio. In questa popolazione di pazienti, la soluzione di iodopovidone nondovrebbe essere impiegata per un periodo di tempo prolungato e su estese superfici corporee se non strettamente indicato. Anche dopo la fine del trattamento bisogna ricercare i precoci sintomi di possibile ipertiroidismo e, se necessario, bisogna monitorare la funzione tiroidea.Non usare almeno 10 giorni prima di effettuare una scintigrafia o dopo scintigrafia con iodio radioattivo oppure nel trattamento con iodioradioattivo del carcinoma tiroideo. La popolazione pediatrica ha maggior rischio di sviluppare ipotiroidismo a seguito di applicazioni di dosi elevate di iodio. A causa della permeabilita’ della cute e della loro elevata sensibilita’ allo iodio, l’uso di iodopovidone deve essereridotto al minimo indispensabile nei bambini. Puo’ essere necessario un controllo della funzione tiroidea del bambino (ad esempio livelli diT4 e TSH). Qualsiasi ingestione orale di iodopovidone da parte del bambino deve essere evitata. In eta’ pediatrica usare solo sotto strettocontrollo e nei casi di effettiva necessita’. L’ingestione o l’inalazione accidentale di alcuni disinfettanti puo’ avere conseguenze gravitalvolta fatali. Evitare il contatto con gli occhi.

INTERAZIONI
Evitare l’uso contemporaneo di altri antisettici e detergenti. Il complesso polivinilpirrolidone-iodio e’ efficace a valori di pH compresi tra 2.0 e 7.0. E’ possibile che il complesso reagisca con le proteine oaltri composti organici insaturi, e che questo determini una riduzione della sua efficacia. L’uso concomitante di preparati con componentienzimatiche per il trattamento di ferite determina un indebolimento degli effetti di entrambe le sostanze. Lo iodopovidone non deve essere usato contemporaneamente a prodotti contenti sali di mercurio o composti del benzoino, carbonati, acido tannico, alcali, perossido d’idrogeno, taurolidina e argento. L’uso di prodotti contenenti iodopovidone inconcomitanza con altri antisettici contenenti octedina nelle stesse sedi o in sedi adiacenti puo’ provocare una momentanea colorazione scuradelle aree interessate. L’effetto ossidativo delle preparazioni a base di iodopovidone puo’ causare risultati falsi positivi di alcuni esami diagnostici di laboratorio (ad esempio test con toluidina o gomma diguaiaco per la determinazione dell’emoglobina o del glucosio nelle feci o nelle urine). Evitare l’uso abituale in pazienti in trattamento contemporaneo con litio. L’assorbimento dello iodio dalla soluzione diiodopovidone puo’ ridurre la captazione tiroidea dello iodio. Cio’ puo’ interferire con diversi esami (scintigrafia della tiroide, determinazione delle proteine leganti lo iodio, diagnostica con iodio radioattivo) e puo’ rendere impossibile un trattamento pianificato della tiroide con iodio (terapia con iodio radioattivo). Dopo la fine del trattamento, prima di eseguire una nuova scintigrafia e’ necessario che trascorra un adeguato periodo di tempo.

EFFETTI INDESIDERATI
Gli effetti indesiderati sono classificati in base alla loro frequenza: Molto comune (>= 1/10) Comune (> 1/100 a < 1/10) Non comune (>= 1/1.000 a < 1/100) Raro (>= 1/10.000 a < 1/1.000) Molto raro (< 1/10.000)Non nota (la frequenza non puo’ essere definita sulla base dei dati disponibili). Disturbi del Sistema immunitario. Raro: ipersensibilita’;molto raro: reazione anafilattica. Patologie endocrine. Molto raro: ipertiroidismo (talvolta con sintomi come tachicardia o agitazione); nonnota: ipotiroidismo. Disturbi del metabolismo e della nutrizione. Nonnota: squilibrio elettrolitico, acidosi metabolica. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo. Raro: dermatite da contatto (con sintomi come eritema, microvescicole e prurito); molto raro: angioedema; non nota: dermatite esfoliativa. Patologie renali e urinarie. Non nota:insufficienza renale acuta, osmolarita’ del sangue anormale. Segnalarequalsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione.

GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO
Durante la gravidanza e l’allattamento, la soluzione di iodopovidone deve essere utilizzata solo se strettamente necessaria e alla minima dose possibile, a causa della capacita’ dello iodio di attraversare la placenta e di essere secreto nel latte materno e per l’ elevata sensibilita’ del feto e del neonato allo iodio. Lo iodio, inoltre, si concentra maggiormente nel latte materno rispetto al siero, pertanto puo’ causare ipotiroidismo transitorio con aumento del TSH (ormone stimolantela tiroide) nel feto o nel neonato.

BIOCHETASI*18 bust grat eff

10,90

La formulazione specifica di Biochetasi, a base di citrati e vitamine, favorisce un rapido ritorno del naturale benessere dello stomaco. È particolarmente indicato per la sua rapidità d’azione e l’effetto sinergico dei singoli componenti.

Legga attentamente
questo foglio prima di
prendere questo medicinale perché contiene
importanti informazioni
per lei.
Prenda questo medicinale
sempre come esattamente descritto inquesto foglio o come il medico
o il farmacista le ha detto di fare.
– Conservi questo foglio. Potrebbe aver bisogno di leggerlo di
nuovo.
– Se desidera maggiori informazioni o consigli, si rivolga al
farmacista.

non elencati in questo foglio,si rivolga al medico o al farmacista.
Vedere paragrafo 4.
– Si rivolga al medico se non nota miglioramenti o se nota un
peggioramento dei sintomi dopo un breve periodo di
trattamento.
Contenuto di questo foglio:
1. Che cos’è Biochetasi e a cosa serve
2. Cosa deve sapere prima di prendere Biochetasi
3. Come prendere Biochetasi
5. Come conservare Biochetasi
6. Contenuto della confezione e altre informazioni
1. Che cos’è Biochetasi e a cosa serve
Biochetasi contiene i principi attivi sodio citrato, potassio citrato,
tiaminadifosfato estere libero (vitamina B1
monosodico (vitamina B2), vitamina B6 cloridrato, acido citrico.
Biochetasi è indicato in caso di:
• eccessiva acidità nello stomaco (iperacidità gastrica);


• condizioni in cui vi è eccesso di corpi chetonici (sostanze derivate
dal metabolismo dei grassi) nel sangue (stati chetonemici);
• nausea durante la gravidanza.
Si rivolga al medico se non si sente meglio o se si sente peggio
dopo un breve periodo di trattamento, se il disturbo si presenta
ripetutamente o se nota un qualsiasi cambiamento recente nelle
sue caratteristiche.
2. Cosa deve sapere prima di prendere Biochetasi
Non prenda Biochetasi
• se è allergico ai principi attivi, a sostanze molto simili dal punto
di vista chimico o ad uno qualsiasi degli altri componenti di
questo medicinale (elencati al paragrafo 6).
Avvertenze e precauzioni
Si rivolga al medico o al farmacista prima di prendere Biochetasi.
Altri medicinali e Biochetasi
Informi il medico o il farmacista se sta usando, ha recentemente
usato o potrebbe usare qualsiasi altro medicinale.
Informi il medico se sta assumendo:
propantelina bromuro (medicinale usato per i dolori addominali)
levodopa (un medicinale usato per la terapia del morbo di Parkinson);
antiacidi (medicinali usati per trattare disturbi dello stomaco).
Gravidanza e allattamento
gravidanza, o se sta allattando con latte materno chieda consiglio
al medico prima di prendere questo medicinale.
Biochetasi può essere usato durante la gravidanza e l’allattamento
con latte materno.
Guida di veicoli e utilizzo di macchinari
Biochetasi non altera la capacità di guidare veicoli o di usare
macchinari.
e aspartame
le ha diagnosticato un’intolleranza ad alcuni zuccheri, lo contatti
prima di prendere questo medicinale.
Questo medicinale contiene 10,3 mmol (o 238 mg) di sodio

scente.Questo equivale a 11,9%dell’assunzione massima giornaliera
raccomandata con la dieta di un adulto.
medicinale contiene una fonte di fenilalanina. Può esserle dannoso
saccarosio, sodio e fruttosio
e 650 mg di fruttosio. Sorbitolo è una fonte di fruttosio. Se il medico
le ha detto che lei (o il bambino) è intollerante ad alcuni zuccheri,
o se ha una diagnosi di intolleranza ereditaria al fruttosio, una rara
malattia genetica per cui i pazienti non riescono a trasformare il
fruttosio, parli con il medico prima che lei (o il bambino) prenda
questo medicinale.
Se il medico le ha diagnosticato una intolleranza ad alcuni zuccheri,
lo contatti prima di prendere questo medicinale.
e fruttosio, può essere dannoso per i denti.
Questo medicinale contiene circa 1,7 gdisaccarosio e 1,4 g di glucosio
da diabete mellito.
Foglio illustrativo: informazioni per il paziente
BIOCHETASI compresse effervescenti – BIOCHETASI granulato effervescente
42005020
Questo medicinale contiene 6,2 mmol (o 142 mg) disodio (componente principale del sale da cucina) per bustina. Questo equivale
a 7,1% dell’assunzione massima giornaliera raccomandata con la
dieta di un adulto.
3. Come prendere Biochetasi
Prenda questo medicinale seguendo sempre esattamente quanto
riportato in questo foglio o le istruzioni del medico o del farmacista.
Se ha dubbi consulti il medico o il farmacista.
Non superi le dosi raccomandate e usi Biochetasi solo per brevi
periodi di trattamento.
Si rivolga al medico se non si sente meglio o se si sente peggio
dopo un breve periodo di trattamento, se il disturbo si presenta
ripetutamente o se nota un qualsiasi cambiamento recente nelle
sue caratteristiche.
Adulti e bambini di età superiore ai 12 anni
d’acqua.
Uso nei bambini al di sotto di 12 anni
Ladose raccomandata neibambini aldisottodi 12 anni è 1 compressa
sciolte in mezzo bicchiere d’acqua.
Se prende più Biochetasi di quanto deve
In caso di ingestione accidentale di una dose eccessiva di Biochetasi,
avverta immediatamente il medico o si rivolga al più vicino ospedale.
Se dimentica di prendere Biochetasi
Non prenda una dose doppia per compensare la dimenticanza
della dose.
Se interrompe il trattamento con Biochetasi
Se ha qualsiasi dubbio sull’uso di questo medicinale, si rivolga al
medico o al farmacista.
indesiderati sebbene non tutte le persone li manifestino.
Frequenzanonnota
dei dati disponibili)
delle labbra), escrezione di urine colorate (cromaturia).
elencati in questo foglio,si rivolga al medico o al farmacista. Lei può
nazionale di segnalazione all’indirizzo http://www.agenziafarmaco.gov.it/content/come-segnalare-una-sospetta-reazione-avversa
maggiori informazioni sulla sicurezza di questo medicinale.
5. Come conservare Biochetasi
Conservi questo medicinale fuori dalla vista e dalla portata dei
bambini.
Non usi questo medicinale dopo la data discadenza che è riportata
sulla confezione dopo“Scadenza”.
La data di scadenza si riferisce all’ultimo giorno di quel mese.
Chieda al farmacista come eliminare i medicinali che non utilizza più.
Questo aiuterà a proteggere l’ambiente.
6. Contenuto della confezione e altre informazioni
Cosa contiene Biochetasi
• I principi attivisono sodio
citrato, potassio citrato,
tiamina difosfato estere
5-monofosfato monosodico, vitamina B6
cloridrato, acido citrico.
sodio citrato 425 mg
potassio citrato 50 mg
tiamina difosfato estere libero 50 mg
25 mg
vitamina B6 cloridrato 12,5 mg
acido citrico 70 mg
• Gli altri componenti sono acido tartarico, aspartame, aroma
arancio, saccarosio, polivinilpirrolidone insolubile, polivinilpirrolidone, talco, silice precipitata, sodio bicarbonato.
• I principi attivisono sodio citrato, potassio citrato,tiamina difosfato
cloridrato, acido citrico.
Ogni bustina contiene:
sodio citrato 425 mg
potassio citrato 50 mg
tiamina difosfato estere libero 50 mg
25 mg
vitamina B6 cloridrato 12,5 mg
acido citrico 100 mg
• Gli altri componentisono acido malico,sorbitolo, acido tartarico,
sodio bicarbonato, polivinilpirrolidone, aroma arancio,saccarina,
sodio edetato, propile gallato, saccarosio, fruttosio, glucosio.
Descrizione dell’aspetto di Biochetasi e contenuto della
confezione
Ogni confezione contiene 10, 16, 18 o 20 bustine di granulato
È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.
Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio
Alfasigma S.p.A. – Via Ragazzi del ’99, n. 5 – 40133 Bologna (BO)
Produttore
Alfasigma S.p.A. – Via Pontina km 30,400 – 00071 Pomezia (RM)

In offerta!
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CARLO ERBA GLICEROLO*AD 18SUPP

4,30 3,50

AVVERTENZE
I lassativi devono essere usati il meno frequentemente possibile e pernon piu’ di sette giorni. L’uso per periodi di tempo maggiori richiede la prescrizione del medico dopo adeguata valutazione del singolo caso. Il trattamento della stitichezza cronica o ricorrente, richiede sempre l’intervento del medico per la diagnosi, la prescrizione dei farmaci e la sorveglianza nel corso della terapia. E’ inoltre opportuno chei soggetti anziani o in non buone condizioni di salute, consultino ilmedico prima di usare il medicinale. L’abuso di lassativi puo’ causare diarrea persistente con conseguente perdita di acqua, sali minerali(specialmente potassio) ed altri fattori nutritivi essenziali. Nei casi piu’ gravi di abuso e’ possibile l’insorgenza di disidratazione o ipopotassiemia, la quale puo’ determinare disfunzioni cardiache o neuromuscolari, specialmente in caso di trattamento contemporaneo di glicosidi cardiaci, diuretici o corticosteroidi. L’abuso di lassativi, specialmente quelli di contatto (lassativi stimolanti), puo’ causare dipendenza (e, quindi, possibile necessita’ di aumentare progressivamente ildosaggio), stitichezza cronica e perdita delle normali funzioni intestinali (atonia intestinale). Negli episodi di stitichezza, si consigliainnanzitutto di correggere le abitudini alimentari integrando la dieta quotidiana con un adeguato apporto di fibre ed acqua. Quando si utilizzano lassativi e’ opportuno bere al giorno almeno 6-8 bicchieri di acqua, o altri liquidi, in modo da favorire l’ammorbidimento delle feci.
CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA
Lassativi.
CONSERVAZIONE
Conservare nella confezione originale per proteggere il medicinale dall’umidita’ e lontano da fonti dirette di calore.
CONTROINDICAZIONI/EFF.SECONDAR
Ipersensibilita’ al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti; dolore addominale acuto o di origine sconosciuta; nausea o vomito;ostruzione o stenosi intestinale; sanguinamento rettale di origine sconosciuta; crisi emorroidale acuta con dolore e sanguinamento; grave stato di disidratazione.
DENOMINAZIONE
GLICEROLO CARLO ERBA
ECCIPIENTI
Supposte: sodio stearato; sodio carbonato. Soluzione rettale: camomilla estratto fluido; malva estratto fluido; amido di frumento; acqua depurata.
EFFETTI INDESIDERATI
Frequenze reazioni avverse: molto comune >=1/10; comune >=1/100, <1/10; non comune >=1/1.000, <1/100; raro >=1/10.000, <1/1.000; molto raro<1/10.000; non nota. Patologie gastrointestinali. Non nota: dolori crampiformi dell’addome; coliche addominali, diarrea, irritazione anale.Dolori crampiformi isolati o coliche addominali e diarrea sono piu’ frequenti nei casi di stitichezza grave. Segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione?.
GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO
Non sono stati effettuati studi adeguati e ben controllati sull’uso del medicinale in gravidanza o nell’allattamento. Anche se non ci sono evidenti controindicazioni dell’uso del medicinale in gravidanza e durante l’allattamento, si raccomanda di assumere il medicinale solo in caso di necessita’ e sotto controllo medico.
INDICAZIONI
Trattamento di breve durata della stitichezza occasionale.
INTERAZIONI
Non sono stati effettuati studi specifici di interazione.
POSOLOGIA
La dose corretta e’ quella minima sufficiente a produrre una facile evacuazione. E’ consigliabile usare inizialmente le dosi minime previste. Supposte. Adulti: 1 supposta adulti al bisogno, per un massimo di 1o 2 somministrazioni al giorno. Popolazione pediatrica. Adolescenti (12 – 18 anni): 1 supposta adulti al bisogno, per un massimo di 1 o 2 somministrazioni al giorno. Bambini di eta’ compresa tra 2 – 11 anni: 1supposta bambini al bisogno, per un massimo di 1 o 2 somministrazionial giorno. Bambini di eta’ compresa tra 1 mese e 2 anni: 1 supposta prima infanzia al bisogno, per un massimo di 1 o 2 somministrazioni al giorno. Soluzione rettale. Adulti: 1 contenitore monodose adulti al bisogno, per un massimo di 1 o 2 somministrazioni al giorno. Popolazionepediatrica. Adolescenti (12 – 18 anni): 1 contenitore monodose adultial bisogno, per un massimo di 1 o 2 somministrazioni al giorno. Bambini di eta’ compresa tra i 6 – 11 anni: 1 o 2 contenitori monodose bambini al bisogno, per un massimo di 1 o 2 somministrazioni al giorno. Bambini di eta’ compresa tra i 2 – 6 anni: 1 contenitore monodose bambinial bisogno per un massimo di 1 o 2 somministrazioni al giorno. Modo di somministrazione. Supposte: togliere la supposta dal suo contenitoree poi, se necessario, inumidirla per facilitarne l’introduzione rettale. Qualora le supposte apparissero rammollite immergere i contenitori, prima di aprirli, in acqua fredda. Soluzione rettale: per togliere il copricannula di sicurezza del contenitore monodose, appoggiare indice e pollice sulla ghiera rotonda posta sopra il soffietto e, con l’altra mano, piegare il copricannula fino a provocarne il distacco del corpo del contenitore. Durante l’operazione, non afferrare mai il soffietto, altrimenti si verificherebbe la fuoriuscita del medicinale prima dell’utilizzo. Puo’ essere utile lubrificare la cannula con una gocciadella soluzione stessa, prima di introdurla nel retto e premere il soffietto. Estrarre la cannula tenendo premuto il soffietto. Ogni contenitore deve essere utilizzato per una sola somministrazione; eventuale medicinale residuo deve essere eliminato. Nei bambini sotto i dodici anni il medicinale puo’ essere utilizzato solo dopo aver consultato il medico. I lassativi devono essere usati il meno frequentemente possibile e per non piu’ di sette giorni. Una dieta ricca di liquidi favoriscel’effetto del medicinale.
PRINCIPI ATTIVI
Prima infanzia 900 mg supposte: glicerolo 900 mg. Bambini 1375 mg supposte: glicerolo 1375 mg. Adulti 2250 mg supposte: glicerolo 2250 mg. Bambini 2,25 g soluzione rettale: glicerolo 2,25 g. Adulti 6,75 g soluzione rettale: glicerolo 6,75 g.

In offerta!

CEROXTERIL*FL 200ML 0,1%+0,1%

4,50 4,00

CEROXTERIL 0,1%+0,1% “SOLUZIONE CUTANEA”

CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA
Antisettici e disinfettanti, biguanidi ed amidine.

PRINCIPI ATTIVI
100 g di prodotto contengono (p/p): clorexidina digluconato g 0,10; benzalconio cloruro g 0,10.

ECCIPIENTI
Alcool etilico; essenze aromatiche (Bergamotto, Limone 1/1); acqua depurata q.b. a 100 g.

INDICAZIONI
Disinfezione e pulizia della cute lesa. E’ indicato per la preparazione del campo operatorio.

CONTROINDICAZIONI/EFF.SECONDAR
Ipersensibilita’ ai principi attivi o ad uno qualsiasi degli eccipienti.

POSOLOGIA
Per la preparazione del campo operatorio; strofinare la parte interessata con tampone di cotone o di garza sterile imbevuto di antisettico.Per la disinfezione e pulizia della cute lesa: strofinare la parte interessata con tampone di cotone o di garza sterile imbevuto di antisettico, ripetendo l’operazione 2 – 3 volte al giorno. NON SUPERARE LE DOSI CONSIGLIATE.

CONSERVAZIONE
Conservare in recipiente ben chiuso al riparo dalla luce e dal calore.

AVVERTENZE
Il prodotto e’ solo per uso esterno; l’uso, specie prolungato, di prodotti per uso cutaneo puo’ dare origine a fenomeni di sensibilzzazione;in tal caso interrompere il trattamento e consultare il medico per istituire un’idonea terapia. Non usare per trattamenti prolungati; dopobreve periodo di trattamento senza risultati apprezzabili consultare il medico. L’ingestione o l’inalazione accidentale di alcuni disinfettanti puo’ avere conseguenze gravi, talvolta fatali. Evitare il contattocon gli occhi, cervello, meningi e orecchio medio. Evitare l’esposizione ai raggi ultravioletti (sole o sorgenti artificiali) dopo l’applicazione del prodotto. Il medicinale contiene benzalconio cloruro, sostanza irritante che puo’ causare reazioni cutanee locali. L’uso di soluzioni di clorexidina, sia in soluzione alcolica che acquosa, per l’antisepsi della pelle prima di procedure invasive e’ stata associata con ustioni chimiche sui neonati. Sulla base delle segnalazioni disponibilie della letteratura pubblicata, questo rischio sembra essere piu’ alto nei neonati pretermine, in particolare quelli nati prima di 32 settimane di gestazione e nelle prime 2 settimane di vita. Rimuovere tuttii materiali impregnati inclusi teli chirurgici o camici prima di procedere con l’intervento. Non usate quantitativi eccessivi del prodotto ed evitate che la soluzione si accumuli nelle pieghe cutanee o sotto ilcorpo del paziente o goccioli sulle lenzuola o altro materiale a diretto contatto con il paziente. Dove si necessario applicare medicazioniocclusive ad aree precedentemente esposte alla soluzione cutanea, e’necessario prestare attenzione al fine di garantire che non sia presente prodotto in eccesso prima dell’applicazione della medicazione.

INTERAZIONI
Evitare l’uso contemporaneo di altri antisettici e detergenti.

EFFETTI INDESIDERATI
E’ possibile il verificarsi, in qualche caso, di intolleranza (bruciore o irritazione), peraltro priva di conseguenze, che non richiede modifica del trattamento. Ustioni chimiche nei neonati (frequenza non nota).

GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO
Il prodotto va usato solo nei casi di effettiva necessita’ e sotto ilcontrollo medico.

DAFLON*60CPR RIV 500MG

27,00

DAFLON 500 MG COMPRESSE RIVESTITE CON FILM

CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA
Vasoprotettore e venotonico.

PRINCIPI ATTIVI
Ogni compressa rivestita con film contiene 500 mg di frazione flavonoica purificata, micronizzata costituita da 450 mg di diosmina e 50 mg di flavonoidi espressi in esperidina.

ECCIPIENTI
Carbossimetilamido sodico, cellulosa microcristallina, gelatina, glicerina, ipromellosa, sodio laurilsolfato, ossido di ferro giallo E172, ossido di ferro rosso E 172, titanio diossido, macrogol 6000, magnesiostearato, talco.

INDICAZIONI
Sintomi attribuibili a insufficienza venosa; stati di fragilita’ capillare.

CONTROINDICAZIONI/EFF.SECONDAR
Ipersensibilita’ al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti.

POSOLOGIA
2 compresse rivestite con film al giorno (1 a mezzogiorno e 1 alla sera) al momento dei pasti, anche nell’insufficienza venosa del plesso emorroidario.

CONSERVAZIONE
Questo medicinale non richiede alcuna condizione particolare per la conservazione.

AVVERTENZE
Nessuna.

INTERAZIONI
Non sono stati effettuati studi di interazione.

EFFETTI INDESIDERATI
I seguenti effetti o reazioni avverse sono stati riportati e sono stati classificati secondo la seguente frequenza: molto comune (>=1/10); comune (>=1/100, <1/10); non comune (>=1/1.000, <1/100); raro (>=1/10.000, <1/1.000); molto raro (<1/10.000), non nota (la frequenza non puo’essere definita sulla base dei dati disponibili). Patologie del sistema nervoso. Raro: vertigini, cefalea, malessere. Patologie gastrointestinali. Comune: diarrea, dispepsia, nausea, vomito; non comune: colite; non nota: dolore addominale. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo. Raro: rash, prurito, orticaria; non nota: edema al volto, alle labbra, alla palpebra; edema di Quincke. Patologie del sistema emolinfopoietico. Non nota: trombocitopenia. Segnalare qualsiasi reazioneavversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione.

GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO
La sicurezza del farmaco in gravidanza non e’ stata determinata; pertanto e’ opportuno non somministrare il prodotto durante la gravidanza.In assenza di dati sull’escrezione nel latte, il trattamento deve essere evitato durante l’allattamento. Studi di tossicita’ riproduttiva non hanno mostrato effetti sulla fertilita’ nei ratti ne’ maschi ne’ femmine.

In offerta!

DERMIRIT*CREMA 20G 0,5%

10,50 9,00

DERMIRIT

CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA
Corticosteroidi, non associati.

PRINCIPI ATTIVI
100 g di crema contengono: idrocortisone acetato 500 mg.

ECCIPIENTI
100 g di crema contengono: palmito stearato di etilenglicole e polietilenglicole 20 g; gliceridi poliossiotilenati glicosilati 3 g; olio divaselina 3 g; butilidrossianisolo 0,008 g; acido benzoico 0,200 g, acqua depurata q.b. a 100 g.

INDICAZIONI
Trattamento sintomatico di prurito, eczemi, punture di insetti, eritemi e ustioni circoscritte.

CONTROINDICAZIONI/EFF.SECONDAR
E’ controindicato in caso di ipersensibilita’ ai componenti del prodotto ed al altri corticosteroidi. L’uso dell’idrocortisone e’ controindicato nel caso di affezioni virali, batteriche e fungine. Da non usarenel prurito vulvare, se associato a perdite vaginali. Non usare in bambini al di sotto dei due anni e in gravidanza, tranne che su prescrizione e sotto controllo medico.

POSOLOGIA
Spalmare in minima quantita’ la crema sulla parte malata e frizionareleggermente, due volte al giorno. Non superare le dosi consigliate. Nel caso in cui si intende ricorrere al bendaggio occlusivo si deterga accuratamente la parte da trattare prima di ogni applicazione per non favorire l’instaurarsi di infezioni.

CONSERVAZIONE
Proteggere dal calore.

AVVERTENZE
Solo per uso esterno. Non applicare su superfici estese. Nei lattantie nei bambini il pannolino puo’ fungere da bendaggio occlusivo, aumentando l’assorbimento del prodotto. La crema non trova impiego oftalmologico, ne’ va applicata nelle zone perioculari. Non usare per trattamenti protratti. Dopo un breve periodo di trattamento senza apprezzabilirisultati o se le condizioni peggiorano, interrompere le applicazionie consultare un medico. L’impiego, specie prolungato, dei prodotti peruso topico puo’ dare origine a fenomeni di irritazione o di sensibilizzazione. In tal caso interrompere il trattamento e consultare il medico al fine di istituire una terapia idonea.

INTERAZIONI
Non sono note incompatibilita’ ed interazioni con altri farmaci utilizzati per via topica.

EFFETTI INDESIDERATI
Qualora il prodotto, contrariamente a quanto prescritto, venga utilizzato su superfici estese e per lunghi periodi di tempo e a dosi elevate, possono manifestarsi piu’ gravi segni di intolleranza locale o segnie sintomi di assorbimento sistemico. Talora possono verificarsi localmente: senso di bruciore, irritazione, secchezza della cute, follicoliti, eruzioni acneiche, ipertricosi, ipopigmentazione, atrofia cutanea.

GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO
Nelle donne in gravidanza e in allattamento il prodotto va somministrato solo in caso di effettiva necessita’ e sotto il diretto controllo del medico.

In offerta!

DICLOREUM ACTIGEL*GEL 50G 1%

10,20 8,50

DICLOREUM ACTIGEL 1 % GEL

CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA
Farmaci antinfiammatori non steroidei per uso topico.

PRINCIPI ATTIVI
Diclofenac idrossietilpirrolidina.

ECCIPIENTI
Macrogoli, macrogol stearato, cetil stearil-2-etilesanoato, carbomeri,trolamina, alcool isopropilico, fragranza, acqua depurata.

INDICAZIONI
Per il trattamento locale di stati dolorosi e flogistici di natura reumatica o traumatica delle articolazioni, dei muscoli, dei tendini e dei legamenti.

CONTROINDICAZIONI/EFF.SECONDAR
Ipersensibilita’ individuale accertata verso i componenti del prodotto; pazienti nei quali si sono verificati attacchi d’asma, orticaria o riniti acute dopo assunzione di acido acetilsalicilico o di altri farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS), nonche’ l’isopropanolo; controindicato nel terzo trimestre di gravidanza; bambini ed adolescenti. E’ controindicato l’uso nei bambini e negli adolescenti di eta’ inferiore ai 14 anni.

POSOLOGIA
Adulti al di sopra dei 18 anni: applicare il farmaco 3 o 4 volte al giorno sulla zona da trattare, frizionando leggermente. Il quantitativoda applicare dipende dalla dimensione della parte interessata. Per esempio 2-4 g (quantitativo di dimensioni variabili tra una ciliegia e una noce) sono sufficienti per trattare un’area di 400-800 cm^2. Dopo l’applicazione, lavarsi le mani, altrimenti risulteranno anch’esse trattate con il gel. Usare solo per brevi periodi di trattamento. Adolescenti dai 14 anni ai 18 anni: applicare 3 o 4 volte al giorno sulla zonada trattare, frizionando leggermente. Il quantitativo da applicare dipende dalla dimensione della parte interessata. Per esempio 2-4 g (quantitativo di dimensioni variabili tra una ciliegia e una noce) sono sufficienti per trattare un’area di 400-800 cm^2. Dopo l’applicazione, lavarsi le mani, altrimenti risulteranno anch’esse trattate con il gel.Bambini al di sotto dei 14 anni: sono disponibili dati insufficienti sull’efficacia e la sicurezza nei bambini e negli adolescenti al di sotto dei 14 anni. Pertanto, l’uso del prodotto e’ controindicato nei bambini al di sotto dei 14 anni di eta’. Anziani: puo’ essere impiegato il dosaggio abituale previsto per gli adulti.

CONSERVAZIONE
Non conservare a temperatura superiore ai 30 gradi C.

AVVERTENZE
La possibilita’ di eventi avversi sistemici con l’applicazione di diclofenac topico non puo’ essere esclusa se il preparato viene usato su aree cutanee estese e per un periodo prolungato (si veda il riassunto delle caratteristiche del prodotto delle forme sistemiche di diclofenac). Il farmaco non deve essere applicato su ferite cutanee o lesioni aperte, ma solo su pelle intatta. Evitare che il preparato venga a contatto con gli occhi e le mucose. Il gel non deve essere ingerito. Nei pazienti anziani e/o sofferenti a livello gastrico si sconsiglia l’uso concomitante di farmaci antiflogistici sistemici. I pazienti asmatici,con malattie croniche ostruttive dei bronchi, rinite allergica o infiammazione della mucosa nasale (polipo nasale) reagiscono con attacchi asmatici, infiammazione locale della pelle o della mucosa (edema di Quincke) o orticaria al trattamento antireumatico effettuato con FANS piu’ spesso di altri pazienti. L’impiego, specie se prolungato, di altriprodotti per uso topico puo’ dar luogo a fenomeni di sensibilizzazione. In tal caso e’ necessario interrompere il trattamento e istituire una terapia idonea. Interrompere il trattamento se si sviluppa rash cutaneo dopo applicazione del prodotto. Il diclofenac topico puo’ essere usato con bendaggi non occlusivi, ma non deve essere usato con un bendaggio occlusivo che non lasci passare aria. Tenere il medicinale fuoridalla vista e dalla portata dei bambini.

INTERAZIONI
Sebbene dagli studi di biodisponibilita’ risulti improbabile un’interazione con altri farmaci, nei trattamenti ad alte dosi e protratti neltempo si tenga presente la possibilita’ di competizione tra il diclofenac assorbito ed altri farmaci ad alto legame con le proteine plasmatiche.

EFFETTI INDESIDERATI
Le reazioni avverse sono elencate per frequenza, per prima la piu’ frequente, utilizzando la seguente convenzione: comune (>= 1/100, <1/10);non comune (>= 1/1.000, <1/100); raro (>= 1/10.000, <1/1.000); moltoraro (<1/10.000); non nota. Disturbi del sistema immunitario. Molto raro: ipersensibilita’ (inclusa orticaria), edema angioneurotico. Infezioni e infestazioni. Molto raro: rash con pustole. Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche. Molto raro: asma. Patologie della cutee del tessuto sottocutaneo. Comune: rash, eczema, eritema, dermatite (inclusa dermatite da contatto), prurito; raro: dermatite bollosa; molto raro: reazione di fotosensibilita’. L’utilizzo del prodotto in associazione con altri farmaci contenenti diclofenac puo’ dar luogo a fenomeni di ipersensibilita’ alla luce, eruzione cutanea con formazione divescicole, eczema, eritema e reazioni cutanee a evoluzione grave (sindrome di Stevens-Johnson, sindrome di Lyell).

GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO
La concentrazione sistemica di diclofenac confrontata con formulazioniorali, e’ piu’ bassa dopo somministrazione topica. Facendo riferimento all’esperienza con trattamento con FANS per somministrazione sistemica, si raccomanda quanto segue: L’inibizione della sintesi di prostaglandine puo’ interessare negativamente la gravidanza e/o lo sviluppo embrio/fetale. Risultati di studi epidemiologici suggeriscono un aumentato rischio di aborto e di malformazione cardiaca e di gastroschisi dopo l’uso di un inibitore della sintesi delle prostaglandine nelle primefasi della gravidanza. E’ stato ritenuto che il rischio aumenta con la dose e la durata della terapia. Negli animali, la somministrazione di inibitori della sintesi di prostaglandine ha mostrato di provocare un aumento della perdita di pre e post-impianto e di mortalita’ embrio-fetale. Inoltre, un aumento di incidenza di varie malformazioni, inclusa quella cardiovascolare, e’ stato riportato in animali a cui erano stati somministrati inibitori di sintesi delle prostaglandine, duranteil periodo organogenetico. Durante il primo e il secondo trimestre digravidanza, il diclofenac non deve essere somministrato se non in casistrettamente necessari. Se il diclofenac e’ usato da una donna in attesa di concepimento, o durante il primo e secondo trimestre di gravidanza, la dose deve essere mantenuta piu’ bassa possibile e la durata del trattamento piu’ breve possibile. Durante il terzo trimestre di gravidanza, tutti gli inibitori della sintesi di prostaglandine possono esporre il feto a: tossicita’ cardiopolmonare (con chiusura prematura del dotto arterioso e ipertensione polmonare); disfunzione renale, che puo’ progredire in insufficienza renale con oligo-idroamnios; la madree il neonato, alla fine della gravidanza, a: possibile prolungamento del tempo di sanguinamento, ed effetto antiaggregante che puo’ occorrere anche a dosi molto basse; inibizione delle contrazioni uterine risultanti in ritardo o prolungamento del travaglio. Conseguentemente, il diclofenac e’ controindicato durante il terzo trimestre di gravidanza.Il diclofenac passa nel latte materno in piccole quantita’. Tuttavia,alle dosi terapeutiche del farmaco non sono previsti effetti sul lattante. A causa della mancanza di studi controllati in donne che allattano, il prodotto deve essere usato durante l’allattamento solo sotto consiglio di un professionista sanitario. In questa circostanza, il medicinale non deve essere applicato sul seno delle madri che allattano, ne’ altrove su aree estese di pelle o per un periodo prolungato di tempo.

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DICLOREUM ANT LOC*10CER MED180

23,30 21,90

DICLOREUM ANTINFIAMMATORIO LOCALE 180 MG

CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA
Farmaci per uso topico per dolori articolari e muscolari.

PRINCIPI ATTIVI
Diclofenac idrossietilpirrolidina.

ECCIPIENTI
Gelatina, povidone, D-Sorbitolo soluzione al 70%, caolino, titanio diossido, glicole propilenico, metile paraidrossibenzoato, propile paraidrossibenzoato, edetato disodico, acido tartarico, diidrossialluminio aminoacetato, caramellosa sodica, poliacrilato sodico, 1,3-butilen glicole, polisorbato 80, profumo, acqua purificata, feltro sintetico, filmplastico.

INDICAZIONI
Trattamento locale di stati dolorosi e infiammatori di natura reumatica o traumatica di articolazioni, muscoli, tendini e legamenti.

CONTROINDICAZIONI/EFF.SECONDAR
Ipersensibilita’ al diclofenac, all’acido acetilsalicilico o ad altripreparati antinfiammatori non steroidei (FANS) o ad uno qualsiasi degli eccipienti del prodotto finito, nonche’ all’isopropanolo; pazienti nei quali si sono verificati accessi asmatici, orticaria o rinite acutadopo assunzione di acido acetilsalicilico o di altri infiammatori nonsteroidei (FANS); cute danneggiata, indipendentemente dal tipo di lesione: dermatite essudativa, eczema, lesione infetta, bruciature o ferite; terzo trimestre di gravidanza e allattamento; pazienti con ulcerapeptica attiva. Bambini ed adolescenti: l’uso nei bambini e negli adolescenti di eta’ inferiore ai 16 anni e’ controindicato.

POSOLOGIA
Solo per uso cutaneo. Il prodotto deve essere applicato solo sulla cute intatta e sana e non deve essere applicato quando si fa il bagno o la doccia. Il cerotto medicato di diclofenac deve essere utilizzato peril piu’ breve tempo possibile in relazione all’indicazione d’uso. Adulti: il regime posologico abituale e’ di 1 o 2 cerotti (o qualsiasi altra frequenza valutata negli studi clinici per uno specifico prodotto)al giorno (una applicazione ogni 12 o 24 ore) per un periodo fino a 14 giorni (o per qualsiasi altro numero di giorni sia stato valutato l’impiego negli studi clinici per uno specifico prodotto). Bambini ed adolescenti al di sotto dei 16 anni: l’impiego di questo cerotto medicato non e’ raccomandato nei bambini e negli adolescenti di eta’ inferiore ai 16 anni perche’ non sono disponibili dati sufficienti a valutarela sicurezza e l’efficacia del medicinale. Negli adolescenti di eta’ pari o superiore ai 16 anni, se il prodotto e’ necessario per un periodo di trattamento superiore ai 7 giorni per il sollievo del dolore o sei sintomi peggiorano, si consiglia al paziente o ai parenti dell’adolescente di consultare un medico. Anziani: questo medicinale deve essere impiegato con cautela nei pazienti anziani in quanto maggiormente predisposti agli effetti indesiderati. Modo di somministrazione: tagliare la busta contenente il cerotto medicato come indicato. Estrarre un cerotto medicato, rimuovere la pellicola in plastica utilizzata per proteggere la superficie adesiva ed applicare il cerotto sull’articolazione o sulla superficie dolente. Se necessario, il cerotto puo’ essere tenuto sul posto mediante una fascia elastica. Richiudere attentamentela busta premendo il bordo dove si trova il cordoncino di chiusura. Ilcerotto deve essere utilizzato intero.

CONSERVAZIONE
Conservare a temperatura non superiore ai 30 gradi C.

AVVERTENZE
Se i cerotti medicati di diclofenac vengono utilizzati su superfici cutanee estese e per un periodo di tempo prolungato non e’ possibile escludere la possibilita’ di eventi avversi sistemici. Il cerotto medicato deve essere applicato solo sulla cute intatta e sana e non deve essere applicato sulla cute lesa o su ferite aperte. I cerotti non devonoentrare in contatto con gli occhi o le membrane mucose. Gli effetti indesiderati possono essere minimizzati con l’uso della piu’ bassa doseefficace per la piu’ breve durata possibile di trattamento che occorreper controllare i sintomi. Non utilizzare con un bendaggio occlusivoche non lascia passare aria. Il trattamento deve essere interrotto immediatamente se si sviluppa un rash cutaneo dopo l’applicazione del cerotto medicato. Non somministrare contemporaneamente per via topica o sistemica un altro medicinale a base di diclofenac o altri FANS. Sebbene gli effetti sistemici dovrebbero essere limitati, il cerotto medicato deve essere utilizzato con cautela in pazienti con compromissione renale, cardiaca o epatica, storia di ulcera peptica o malattia infiammatoria intestinale o diatesi emorragica. I farmaci antinfiammatori nonsteroidei devono essere utilizzati con particolare attenzione nei pazienti anziani che sono maggiormente predisposti agli effetti indesiderati. Questo medicinale contiene metile paraidrossibenzoato e propile paraidrossibenzoato. Possono causare reazioni allergiche (anche ritardate). Contiene anche glicole propilenico, che puo’ causare irritazione cutanea. I pazienti devono essere avvertiti di non esporsi alla luce solare diretta o alla luce delle lampade solari per circa un giorno dopola rimozione del cerotto medicato in modo da ridurre il rischio di fotosensibilita’.

INTERAZIONI
Poiche’ l’assorbimento sistemico di diclofenac a seguito dell’utilizzodei cerotti medicati e’ molto basso, il rischio di sviluppare interazioni clinicamente significative con altri medicinali e’ trascurabile.

EFFETTI INDESIDERATI
Le reazioni avverse sono elencate per frequenza, prima le piu’ frequenti, utilizzando la seguente convenzione: comune (>= 1/100, < 1/10); non comune (>= 1/1.000, < 1/100); raro (>= 1/10.000, < 1/1.000); molto raro (< 1/10.000); non nota. Infezioni e infestazioni. Molto raro: rashcon pustole. Disturbi del sistema immunitario. Molto raro: ipersensibilita’ (inclusa orticaria), edema angioneurotico, reazione anafilattoide. Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche. Molto raro: asma. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo. Comune: rash, eczema, eritema, dermatite (inclusa dermatite allergica e dermatite da contatto), prurito; raro: dermatite bollosa (p.es. eritema bolloso), secchezza della cute; molto raro: reazioni di fotosensibilita’. Patologiesistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione. Comune: reazioni nella sede di somministrazione.

GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO
La concentrazione sistemica di diclofenac, confrontata con formulazioni orali, e’ piu’ bassa dopo somministrazione topica. Facendo riferimento all’esperienza del trattamento con i FANS per somministrazione sistemica, si raccomanda quanto segue: l’inibizione della sintesi delle prostaglandine puo’ avere effetti negativi sulla gravidanza e/o sullo sviluppo embrio/fetale. Risultati di studi epidemiologici suggeriscono un aumentato rischio di aborto e di malformazione cardiaca e di gastroschisi dopo l’uso di un inibitore della sintesi delle prostaglandine nelle prime fasi della gravidanza. E’ stato ritenuto che il rischio aumenta con la dose e la durata della terapia. Negli animali, la somministrazione di inibitori della sintesi di prostaglandine ha mostrato di provocare un aumento della perdita pre e post- impianto e di mortalita’embrio-fetale. Inoltre, un aumento di incidenza di varie malformazioni, inclusa quella cardiovascolare, e’ stato riportato in animali cui erano stati somministrati inibitori della sintesi delle prostaglandine durante il periodo organogenetico. Durante il primo e il secondo trimestre di gravidanza il diclofenac non deve essere somministrato se non in casi strettamente necessari. Se il diclofenac e’ usato da una donnain attesa di concepimento, o durante il primo e secondo trimestre di gravidanza, la dose deve essere mantenuta piu’ bassa possibile e la durata del trattamento piu’ breve possibile. Durante il terzo trimestre di gravidanza, tutti gli inibitori della sintesi di prostaglandine possono esporre il feto a: tossicita’ cardiopolmonare (con chiusura prematura del dotto arterioso e ipertensione polmonare); disfunzione renale,che puo’ progredire in insufficienza renale con oligo-idroamnios; lamadre e il neonato, alla fine della gravidanza, a: possibile prolungamento del tempo di sanguinamento, ed effetto antiaggregante che puo’ occorrere anche a dosi molto basse; inibizione delle contrazioni uterinerisultanti in ritardo o prolungamento del travaglio. Conseguentemente, il diclofenac e’ controindicato durante il terzo trimestre di gravidanza. Il diclofenac passa nel latte materno in piccole quantita’. Tuttavia, alle dosi terapeutiche di diclofenac cerotti medicati non sono previsti effetti sul lattante. A causa della mancanza di studi controllati in donne che allattano, il prodotto deve essere usato durante l’allattamento solo sotto consiglio di un professionista sanitario. In questa circostanza, i cerotti medicati di diclofenac non devono essere applicati sul seno delle madri che allattano, ne’ altrove su aree estesedi pelle o per un periodo prolungato di tempo.

In offerta!
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DICLOREUM DOLORE*20BUST 25MG

9,50 7,00

DICLOREUM DOLORE 25 MG GRANULATO PER SOLUZIONE ORALE

CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA
Farmaci antiinfiammatori ed antireumatici non steroidei.

PRINCIPI ATTIVI
Diclofenac sodico.

ECCIPIENTI
Aspartame, sodio citrato, povidone, aroma menta, acesulfame potassio,sorbitolo.

INDICAZIONI
Il diclofenac sale di idrossietilpirrolidina ha dimostrato, nei confronti del sale sodico tradizionalmente usato per le formulazioni orali,di indurre un piu’ rapido assorbimento del principio attivo, con piu’precoce raggiungimento di concentrazioni ematiche efficaci. Questo nuovo sale trova pertanto elettiva indicazione per la rapida rimozione dei sintomi. Dolori di varia natura quali ad esempio mal di testa e di denti, dolori mestruali, artralgie, lombaggini, dolori muscolari.

CONTROINDICAZIONI/EFF.SECONDAR
Ipersensibilita’ nota al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti; ulcera, sanguinamento o perforazione gastrointestinale in atto; storia di emorragia gastrointestinale o perforazione relativa a precedenti trattamenti con FANS o storia di emorragia/ulcera peptica ricorrente (due o piu’ episodi distinti di dimostrata ulcerazione o sanguinamento); ultimo trimestre di gravidanza e durante l’allattamento; insufficienza epatica o insufficienza renale; come altri antinfiammatorinon steroidei (FANS), diclofenac e’ anche controindicato nei pazientinei quali si sono verificati, dopo assunzione di acido acetilsalicilico o di altri FANS, attacchi asmatici, orticaria o riniti acute, reazioni anafilattiche o anafilattoidi; insufficienza cardiaca congestizia conclamata (classe II-IV dell’NYHA), cardiopatia ischemica, arteriopatia periferica e/o vasculopatia cerebrale; il prodotto non va usato in caso di gravi turbe gastroenteriche; il farmaco e’ controindicato in caso di terapia diuretica intensiva, in soggetti con emorragie in atto ediatesi emorragica, in caso di alterazioni dell’emopoiesi; il farmaconon deve essere somministrato ai bambini di eta’ inferiore ai 14 anni; per la presenza di aspartame e’ controindicato in caso di fenilchetonuria.

POSOLOGIA
Adulti e adolescenti sopra i 14 anni: una bustina, disciolta in mezzobicchiere d’acqua, 2 volte al di’, a stomaco pieno (a colazione ed a cena). Non superare la dose massima giornaliera raccomandata di 75 mg;in particolare i pazienti anziani dovrebbero attenersi ai dosaggi minimi sopraindicati. Non superare i 3 giorni di trattamento. Gli effettiindesiderati possono essere ridotti al minimo somministrando la minimadose efficace per la minima durata necessaria per controllare i sintomi.

CONSERVAZIONE
Non conservare a temperatura superiore ai 30 gradi C.

AVVERTENZE
Ridurre gli effetti indesiderati al minimo somministrando la minima dose efficace per la minima durata necessaria per controllare i sintomi.Evitare l’uso di diclofenac in concomitanza con altri FANS sistemici,inclusi gli inibitori selettivi della ciclo-ossigenasi 2, a causa della mancanza di qualsiasi evidenza che dimostri benefici sinergici e sulla base di potenziali effetti indesiderati additivi. Cautela negli anziani. In particolare, nei pazienti anziani fragili o in quelli con unbasso peso corporeo, si raccomanda l’utilizzo della piu’ bassa dose efficace. Possono in rari casi verificarsi anche reazioni allergiche, senza una precedente esposizione al diclofenac. Il diclofenac puo’ mascherare i segni e i sintomi di infezioni a causa delle sue proprieta’ farmacodinamiche. Controllare i pazienti con fenomeni tromboembolici nell’anamnesi, nonche’ quelli in trattamento con diuretici o reduci da interventi di chirurgia maggiore. L’uso prolungato di qualsiasi tipo diantidolorifico per cefalee puo’ peggiorarle; interrompere il trattamento. La diagnosi di cefalea da uso eccessivo di farmaci (MOH) deve essere sospettata in pazienti che hanno cefalee frequenti o quotidiane nonostante l’utilizzo regolare di medicamenti per la cefalea. E’ da ricordare che l’automedicazione con il preparato, impiegato come analgesico, non deve essere prolungata per piu’ di 3 giorni. Contiene fenilalanina e sorbitolo. Sono state riportate e possono comparire in qualsiasimomento, con o senza sintomi di preavviso o precedente storia di gravi eventi gastrointestinali, emorragia gastrointestinale, ulcerazione operforazione, che possono essere fatali (anziani); interrompere il medicinale. Usare cautela nel prescrivere diclofenac a pazienti con sintomi indicativi di disordini gastrointestinali (GI) o con una storia indicativa di ulcerazioni gastriche o intestinali, sanguinamento o perforazione. Il rischio di sanguinamento GI e’ piu’ alto con dosi aumentate di FANS e in pazienti con storia di ulcera, soprattutto se complicata da emorragia o perforazione. Per ridurre il rischio di tossicita’ GIin pazienti con una storia di ulcera, iniziare il trattamento e mantenelo con la piu’ bassa dose efficace. Considerare l’uso concomitante di agenti protettori per questi pazienti e anche per pazienti che richiedono l’uso concomitante di medicinali contenenti basse dosi di acidoacetilsalicilico (ASA)/ aspirina o altri medicinali che possono aumentare il rischio gastrointestinale. Pazienti con storia di tossicita’ GI, in particolare anziani, devono riferire qualsiasi sintomo addominaleinusuale (soprattutto emorragia GI). E’ raccomandata cautela in pazienti che assumono medicinali concomitanti che potrebbero aumentare il rischio di ulcerazione o sanguinamento. Anche in pazienti con colite ulcerosa o morbo di Crohn deve essere esercitata una stretta sorveglianza medica e cautela poiche’ tali condizioni possono essere esacerbate.In caso di prescrizione di diclofenac a pazienti affetti da compromissione della funzione epatica e’ necessaria stretta sorveglianza medicain quanto la loro condizione puo’ essere esacerbata. Come con altri FANS, incluso il diclofenac, possono aumentare i valori di uno o piu’ enzimi epatici. Durante trattamenti prolungati con diclofenac sono indicati come misura precauzionale regolari controlli della funzionalita’ epatica. Se i parametri di funzionalita’ epatica risultano persistentemente alterati o peggiorati, se si sviluppano segni clinici o sintomi consistenti di epatopatia, o se si verificano altre manifestazioni, interrompere il trattamento. Un’epatite con l’uso di diclofenac puo’ verificarsi senza sintomi prodromici. Usare cautela nell’uso di diclofenacnei pazienti con porfiria epatica, in quanto potrebbe scatenare un attacco. Sono stati riportati ritenzione di fluidi ed edema, e’ richiesta particolare cautela in caso di compromissione della funzione cardiaca o renale, storia di ipertensione, negli anziani, in pazienti in trattamento concomitante con diuretici o con medicinali che possano influire significativamente sulla funzionalita’ renale e in quei pazienti con una sostanziale deplezione del volume extracellulare dovuta a qualsiasi causa. In tali casi, quando si somministra diclofenac si raccomanda per precauzione il monitoraggio della funzionalita’ renale. L’interruzione della terapia e’ normalmente seguita da un ritorno alle condizioni pre-trattamento. Gravi reazioni cutanee alcune delle quali fatali,sono state riportate molto raramente in associazione con l’uso dei FANS. Nelle prime fasi della terapia i pazienti sembrano essere a piu’ alto rischio per queste reazioni: l’insorgenza della reazione si verifica nella maggior parte dei casi entro il primo mese di trattamento. Interrompere il farmaco alla prima comparsa di rash cutaneo, lesione della mucosa o qualsiasi segno di ipersensibilita’. E’ richiesta cautelaprima di iniziare il trattamento in pazienti con una storia di ipertensione e/o insufficienza cardiaca poiche’ in associazione al trattamento con FANS sono stati riscontrati ritenzione di liquidi, ipertensioneed edema. Studi clinici e dati epidemiologici suggeriscono che l’uso di diclofenac, specialmente ad alti dosaggi (150 mg/die) e per trattamenti di lunga durata, puo’ essere associato ad un modesto aumento del rischio di eventi trombotici arteriosi. I dati disponibili non suggeriscono un rischio aumentato con l’uso del dosaggio basso di diclofenac 50 mg/die fino a 3 giorni di trattamento. I pazienti che presentano significativi fattori di rischio di eventi cardiovascolari devono esseretrattati con diclofenac solo dopo attenta considerazione. Dato che i rischi cardiovascolari del diclofenac possono aumentare con la dose e la durata dell’esposizione, si devono usare la minima durata possibilee la minima dose giornaliera efficace. La risposta alla terapia e la necessita’ del miglioramento dei sintomi devono essere rivalutate periodicamente. L’uso del farmaco e’ raccomandato solo per trattamenti a breve termine. Durante trattamenti prolungati con diclofenac, sono raccomandati controlli della crasi ematica. Diclofenac puo’ inibire temporaneamente l’aggregazione piastrinica. Pazienti con difetti di emostasidevono essere attentamente monitorati. In pazienti con asma, rinite allergica stagionale, rigonfiamento della mucosa nasale, malattie polmonari ostruttive croniche o infezioni croniche del tratto respiratorio,sono piu’ frequenti che in altri pazienti reazioni ai FANS quali esacerbazioni dell’asma, edema di Quincke o orticaria. Si raccomanda pertanto speciale precauzione in tali pazienti. Questo vale anche per i pazienti allergici ad altre sostanze. Per l’interazione con il metabolismodell’acido arachidonico, il farmaco puo’ determinare, in asmatici e soggetti predisposti, crisi di broncospasmo ed eventualmente shock ed altri fenomeni allergici.

INTERAZIONI
Le seguenti interazioni comprendono quelle osservate con diclofenac compresse gastroresistenti e/o altre forme farmaceutiche di diclofenac.Litio: se somministrato in concomitanza, diclofenac puo’ elevare le concentrazioni plasmatiche di litio. Si raccomanda il monitoraggio dei livelli sierici di litio. Digossina: se somministrato in concomitanza,diclofenac puo’ elevare concentrazioni plasmatiche di digossina. Si raccomanda il monitoraggio dei livelli sierici di digossina. Diuretici ed agenti antipertensivi: come altri FANS, l’uso concomitante di diclofenac con diuretici o agenti antipertensivi (es.: betabloccanti, inibitori dell’enzima di conversione dell’angiotensina (ACE)) puo’ causare una diminuzione del loro effetto antipertensivo. Quindi, l’associazionedeve essere assunta con cautela ed i pazienti, soprattutto anziani, devono ricevere il monitoraggio periodico della loro pressione sanguigna. I pazienti devono essere adeguatamente idratati e deve essere presoin considerazione il monitoraggio della funzione renale dopo l’iniziodella terapia concomitante e in seguito periodicamente, in particolare per i diuretici e gli ACE inibitori a causa di un aumentato rischiodi nefrotossicita’. Il trattamento concomitante con farmaci risparmiatori di potassio puo’ essere associato con aumento dei livelli siericidi potassio che devono essere quindi monitorati frequentemente. AltriFANS e corticosteroidi: l’uso concomitante di diclofenac e di altri antinfiammatori non steroidei sistemici o corticosteroidi puo’ aumentarel’incidenza di effetti indesiderati gastrointestinali. Anticoagulantie agenti antipiastrinici: si raccomanda cautela, poiche’ la somministrazione concomitante potrebbe aumentare il rischio di sanguinamento. Sebbene le indagini cliniche non sembrino indicare un’influenza di diclofenac sull’azione degli anticoagulanti, vi sono segnalazioni di un aumento del rischio di emorragia nei pazienti che assumono concomitantemente diclofenac e anticoagulanti. Si raccomanda pertanto un attento monitoraggio di tali pazienti. Inibitori selettivi del reuptake della serotonina (SSRIs): la somministrazione contemporanea di FANS sistemici,incluso diclofenac, e SSRIs puo’ aumentare il rischio di sanguinamento gastrointestinale. Antidiabetici: gli studi clinici hanno dimostratoche il diclofenac puo’ essere somministrato insieme ad antidiabeticiorali senza che ne influenzi l’effetto clinico. Tuttavia, sono stati riportati casi isolati di effetto sia ipo- sia iperglicemizzante, con la necessita’ di modificare la posologia degli agenti antidiabetici somministrati durante il trattamento con diclofenac. Per questo motivo, in caso di terapia concomitante, si raccomanda come misura precauzionale il monitoraggio dei livelli ematici di glucosio. Metotrexato: diclofenac puo’ inibire la liberazione tubulare renale di metotrexato aumentandone i livelli. E’ raccomandata cautela in caso di somministrazionedi FANS, incluso diclofenac, 24 ore prima o dopo un trattamento con metotrexato poiche’ le concentrazioni ematiche di metotrexato e di conseguenza la tossicita’ di questa sostanza possono aumentare. Ciclosporina: per il suo effetto sulle prostaglandine renali, il diclofenac comealtri FANS, puo’ aumentare la nefrotossicita’ della ciclosporina. Pertanto, il diclofenac va somministrato a dosaggi inferiori a quelli chesarebbero utilizzati in pazienti non in terapia con ciclosporina. Antibatterici chinolonici: sono stati segnalati casi isolati di convulsioni, probabilmente dovuti all’uso concomitante dei chinoloni e dei FANS.Fenitoina: quando si utilizza fenitoina insieme a diclofenac, si raccomanda il monitoraggio delle concentrazioni plasmatiche di fenitoina.Colestipolo e colestiramina: questi agenti possono indurre un ritardoo una diminuzione nell’assorbimento di diclofenac. Quindi, si raccomanda di somministrare il diclofenac almeno un’ora prima o 4-6 ore dopo la somministrazione di colestipolo/colestiramina. Potenti inibitori delCYP2C9: si raccomanda cautela quando si prescrive il diclofenac insieme a potenti inibitori del CYP2C9 (come sulfinpirazone e voriconazolo), cio’ potrebbe portare ad un incremento significativo delle concentrazioni plasmatiche di picco e dell’esposizione al diclofenac dovuti all’inibizione del metabolismo stesso.

EFFETTI INDESIDERATI
Le reazioni avverse sono elencate per frequenza nella tabella seguente, per prima la piu’ frequente, utilizzando la seguente convenzione: comune (>= 1/100, < 1/10); non comune (>= 1/1.000, < 1/100); raro (>=1/10.000, < 1/1.000); molto raro (< 1/10.000), non nota. Patologie del sistema emolinfopoietico. Molto raro: trombocitopenia, leucopenia, anemia (compresa l’anemia emolitica e aplastica), agranulocitosi. Disturbidel sistema immunitario. Raro: ipersensibilita’, reazioni anafilattiche e anafilattoidi (comprese ipotensione e shock); molto raro: edema angioneurotico (incluso edema facciale). Disturbi psichiatrici. Molto raro: disorientamento, depressione, insonnia, incubi, irritabilita’, reazioni psicotiche. Patologie del sistema nervoso. Comune: cefalea, capogiri; raro: sonnolenza; molto raro: parestesie, compromissione della memoria, convulsioni, ansieta’, tremori, meningite asettica, alterazioni del gusto, accidenti cerebrovascolari. Patologie dell’occhio. Moltoraro: disturbi della visione, visione offuscata, diplopia. Patologie dell’orecchio e del labirinto. Comune: vertigini; molto raro: tinnito,peggioramento dell’udito. Patologie cardiache. Molto raro: palpitazioni, dolore toracico, insufficienza cardiaca, infarto miocardico. Patologie vascolari. Molto raro: ipertensione, vasculite. Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche. Raro: asma (compresa dispnea); moltoraro: polmonite. Patologie gastrointestinali. Comune: nausea, vomito diarrea, dispepsia, dolore addominale flatulenza, anoressia; raro: gastrite, emorragia gastrointestinale, ematemesi, diarrea emorragica, melena, ulcera gastrointestinale (con o senza sanguinamento o perforazione); molto raro: colite (compresa colite emorragica ed esacerbazione dicolite ulcerativa o morbo di Crohn), costipazione, stomatite (inclusastomatite ulcerativa), glossite, disturbi esofagei, stenosi intestinale diaframma-simile, pancreatite; non nota: colite ischemica. Patologieepatobiliari. Comune: aumento delle transaminasi; raro: epatite, ittero, disturbi epatici; molto raro: epatite fulminante, necrosi epatica,insufficienza epatica. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo. Comune: rash; Raro: orticaria; molto raro: eruzioni bollose, eczema, eritema, eritema multiforme, sindrome di Stevens-Johnson, necrolisitossica epidermica (sindrome di Lyell), dermatite esfoliativa, perditadi capelli, reazione di fotosensibilita’, porpora, porpora allergica,prurito. Patologie renali e urinarie. Molto raro: insufficienza renale acuta, ematuria, proteinuria, sindrome nefrotica, nefriti interstiziali, necrosi papillare renale. Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione. Raro: edema. Sperimentazioni cliniche e dati epidemiologi indicano in modo coerente un aumento del rischio di eventi trombotici arteriosi (per esempio infarto del miocardio oictus) associati all’uso di diclofenac, soprattutto ad alte dosi (150mg/die) e al trattamento a lungo termine. La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale e’ importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale.

GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO
L’inibizione della sintesi di prostaglandine puo’ interessare negativamente la gravidanza e/o lo sviluppo embrio/fetale. Risultati di studiepidemiologici suggeriscono un aumentato rischio di aborto e di malformazione cardiaca e di gastroschisi dopo l’uso di un inibitore della sintesi delle prostaglandine nelle prime fasi della gravidanza. E’ statoritenuto che il rischio aumenta con la dose e la durata della terapia. Negli animali, la somministrazione di inibitori della sintesi di prostaglandine ha mostrato di provocare un aumento della perdita di pre epost-impianto e di mortalita’ embrione-fetale. Inoltre, un aumento diincidenza di varie malformazioni, inclusa quella cardiovascolare, e’stato riportato in animali a cui erano stati somministrati inibitori di sintesi delle prostaglandine, durante il periodo organogenetico. Durante il primo ed il secondo trimestre di gravidanza, il diclofenac nondeve essere somministrato se non in casi strettamente necessari. Se il diclofenac e’ usato da una donna in attesa di concepimento, o durante il primo e secondo trimestre di gravidanza, la dose deve essere mantenuta piu’ bassa possibile e la durata del trattamento piu’ breve possibile. Durante il terzo trimestre di gravidanza, tutti gli inibitori della sintesi di prostaglandine possono esporre il feto a: tossicita’ cardiopolmonare (con chiusura prematura del dotto arterioso e ipertensione polmonare); disfunzione renale, che puo’ progredire in insufficienza renale con oligo-idroamnios; la madre e il neonato, alla fine dellagravidanza, a: possibile prolungamento del tempo di sanguinamento, edeffetto antiaggregante che puo’ occorrere anche a dosi molto basse; inibizione delle contrazioni uterine risultanti in ritardo o prolungamento del travaglio. Conseguentemente, il diclofenac e’ controindicato durante il terzo trimestre di gravidanza. Il diclofenac passa nel lattematerno in piccole quantita’. Pertanto, il diclofenac non deve esseresomministrato durante l’allattamento per evitare effetti indesideratinel lattante. L’uso di diclofenac puo’ alterare la fertilita’ femminile e non e’ raccomandato in donne che desiderino concepire. Deve essere considerata la soluzione di diclofenac in donne che abbiano difficolta’ di concepimento o che siano sottoposte ad accertamenti sull’infertilita’.

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DICLOREUM UNIDIE*5CER MED136MG

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DICLOREUM UNIDIE 136 MG CEROTTO MEDICATO

CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA
Ffarmaci per uso topico per dolori articolari e muscolari.

PRINCIPI ATTIVI
Un cerotto medicato contiene: prinicipio attivo: ibuprofene 136 mg. Per l’elenco completo degli eccipienti vedere paragrafo 6.1

ECCIPIENTI
Sale di potassio del copolimero di 2-etilesilacrilato, metilacrilato,acido acrilico, glicidilmetacrilato; acido oleico; Al^+3 . Matrice disupporto : PET Film protettivo : PET siliconato

INDICAZIONI
Trattamento locale di stati dolorosi e infiammatori di natura reumatica o traumatica di articolazioni, muscoli, tendini e legamenti.

CONTROINDICAZIONI/EFF.SECONDAR
Ipersensibilita’ al principio attivo (ibuprofene) o ad uno qualsiasi degli eccipienti. E’ controindicato l’utilizzo in soggetti in cui si sia manifestata una precedente ipersensibilita’ all’acido acetilsalicilico o ad altri analgesici o antinfiammatori non steroidei, in pazienticon pregressi episodi di broncospasmo, angioedema o reazioni anafilattoidi. La somministrazione e’ da evitare in pazienti affetti da ulcerapeptica in fase attiva, asma bronchiale o affetti da grave insufficienza renale ed epatica. E’ altresi’ da evitare l’utilizzo in pazienti con storia di emorragia gastrointestinale o perforazione relativa a precedenti trattamenti attivi o storia di emorragia/ulcera peptica ricorrente (due o piu’ episodi distinti di dimostrata ulcerazione o sanguinamento), in terapia con anticoagulanti ed infine in casi di grave insufficienza cardiaca. Evitare inoltre l’applicazione del cerotto medicatosu cute lesa o in zone che presentino dermatosi o infezioni. Evitare il contatto con gli occhi e le mucose. L’uso e’ controindicato duranteil terzo trimestre di gravidanza e allattamento e nei bambini al di sotto di 12 anni.

POSOLOGIA
Usare un solo cerotto medicato per volta e sostituirlo ogni 24 ore peruna durata una durata massima di 7-10 giorni. Il farmaco e’ da utilizzarsi esclusivamente per applicazioni sulla cute integra. Si consigliadi lavare ed asciugare accuratamente la zona dolorante, prima di applicare il cerotto medicato. Nel caso il cerotto medicato debba essere posizionato su articolazioni soggette ad ampia mobilita’, come ad esempio il gomito od il ginocchio, si consiglia l’applicazione in senso longitudinale e non trasversale, avendo cura di attaccare il cerotto medicato tenendo l’articolazione parzialmente flessa. Per applicare il cerotto medicato, staccare parzialmente le due parti di film protettivo trasparente nella zona centrale del cerotto medicato in modo da avere una superficie adesiva libera di 2 – 3 centimetri e far aderire tale parte sulla cute della zona centrale del punto dolorante. Lentamente staccare uno dopo l’altro i due film protettivi, facendo attenzione ad evitare che il cerotto medicato faccia delle pieghe o si attacchi su sestesso. Immediatamente dopo aver attaccato il cerotto medicato, massaggiare leggermente la cute per circa 20 secondi in modo da assicurare una perfetta adesione del cerotto medicato. Non superare le dosi raccomandate. Popolazione pediatrica: non c’e’ esperienza sull’uso nei bambini e pertanto se ne sconsiglia l’utilizzo in soggetti di eta’ inferiore a 12 anni.

CONSERVAZIONE
Nessuna condizione particolare di conservazione.

AVVERTENZE
I livelli plasmatici di ibuprofene raggiunti dopo la somministrazionedel cerotto medicato sono molto piu’ bassi di quelli ottenuti mediantesomministrazione sistemica e pertanto l’insorgenza di effetti collaterali sistemici e’ verosimile che sia molto ridotta rispetto all’uso sistemico. Tuttavia, se i cerotti medicati sono utilizzati per un periodo di tempo prolungato non e’ possibile escludere la possibilita’ di eventi avversi sistemici. Gli effetti indesiderati possono essere minimizzati con l’uso della piu’ bassa dose efficace per la piu’ breve durata possibile di trattamento che occorre per controllare i sintomi. Glianalgesici, antipiretici ed antiinfiammatori non steroidei (FANS non selettivi ed inibitori selettivi della COX-2), compreso l’ibuprofene, possono causare reazioni di ipersensibilita’, potenzialmente gravi, insoggetti non precedentemente esposti a questo tipo di farmaci. Questereazioni comprendono attacchi d’asma, eruzioni cutanee, riniti allergiche e reazioni di tipo anafilattico. Ibuprofene puo’ mascherare segnidi infezione. Anziani: si deve usare cautela nel trattamento di pazienti anziani che sono generalmente piu’ predisposti agli eventi avversi.Pazienti asmatici, con malattie ostruttive dei bronchi, riniti allergiche o infiammazione della mucosa nasale (polipo nasale) reagiscono piu’ spesso di altri pazienti al trattamento effettuato con FANS, con attacchi asmatici, infiammazione locale della pelle e della mucosa (edema di Quincke) o orticaria. Durante il trattamento con tutti i FANS, inqualsiasi momento, con o senza sintomi di preavviso o precedente storia di gravi eventi gastrointestinali, sono state riportate emorragia gastrointestinale, ulcerazione e perforazione, che possono essere fatali. Usare cautela nel somministrare in pazienti con anamnesi di ulcerapeptica o di emorragia gastrointestinale non secondaria alla somministrazione di FANS e nei casi di colite ulcerosa e morbo di Crohn. Pazienti con storia di tossicita’ gastrointestinale, in particolare anziani,devono riferire qualsiasi sintomo gastrointestinale inusuale (soprattutto emorragia gastrointestinale) in particolare nelle fasi iniziali del trattamento. Cautela deve essere prestata ai pazienti che assumonofarmaci concomitanti che potrebbero aumentare il rischio di ulcerazione o emorragia, come corticosteroidi orali, anticoagulanti come warfarin, inibitori selettivi del reuptake della serotonina o agenti antiaggreganti come l’aspirina. Quando si verifica emorragia o ulcerazione gastrointestinale in pazienti che assumono il farmaco, il trattamento deve essere sospeso. E’ inoltre sconsigliato in caso di diatesi emorragica, gravi disfunzioni epatiche o renali ed in casi di insufficienza cardiaca. Cautela deve essere prestata nei pazienti con anamnesi positivaper ipertensione e/o insufficienza cardiaca congestizia da lieve a moderata poiche’ in associazione al trattamento con i FANS sono stati riscontrati ritenzione di liquidi ed edema. I FANS possono ridurre l’effetto dei diuretici, e di altri farmaci antiipertensivi. Ibuprofene puo’ causare ritenzione idrica e di sodio, potassio in pazienti che non hanno mai sofferto di disturbi renali a causa dei suoi effetti sulla perfusione renale. Cio’ puo’ causare edema o insufficienza cardiaca o ipertensione in pazienti predisposti. L’utilizzo a lungo termine di ibuprofene, come con altri FANS, ha portato a necrosi papillare renale edaltre alterazioni patologiche renali. Ibuprofene, come altri FANS, puo’ inibire l’aggregazione piastrinica e ha dato evidenza di prolungareil tempo di sanguinamento in soggetti sani. Pertanto, i pazienti con difetti della coagulazione o in terapia anticoagulante devono essere osservati attentamente. In rare occasioni in pazienti in trattamento conibuprofene e’ stata osservata meningite asettica. L’uso prolungato oripetuto di prodotti per uso cutaneo puo’ dare origine a fenomeni locali di sensibilizzazione. Gli analgesici, antipiretici, antinfiammatorinon-steroidei possono causare reazioni di ipersensibilita’, potenzialmente gravi (reazioni anafilattoidi), anche in soggetti non precedentemente esposti a questo tipo di farmaci. Il rischio di reazioni di ipersensibilita’ dopo assunzione di ibuprofene e’ maggiore nei soggetti che abbiano presentato tali reazioni dopo l’uso di altri analgesici, antipiretici, antinfiammatori non-steroidei e nei soggetti con iperreattivita’ bronchiale (asma), febbre da fieno, poliposi nasale o malattie respiratorie croniche ostruttive o precedenti episodi di angioedema. Nelle prime fasi della terapia i pazienti sembrano essere a piu’ alto rischio: l’insorgenza della reazione si verifica nella maggior parte deicasi entro il primo mese di trattamento. Reazioni di ipersensibilita’gravi (ad esempio shock anafilattico) sono state osservate raramente.In presenza di reazioni avverse importanti (reazioni cutanee quali dermatite esfoliativa, sindrome di Stevens-Johnson e necrolisi tossica epidermica) e reazioni di ipersensibilita’ e’ necessario interrompere immediatamente la terapia e consultare il medico ai fini della istituzione di una terapia idonea. Dopo breve terapia senza risultati apprezzabili, consultare il medico. Non c’e’ esperienza sull’uso nei bambini epertanto se ne sconsiglia l’utilizzo in soggetti eta’ inferiore a 12anni.

INTERAZIONI
E’ improbabile che l’impiego di cerotti a base di ibuprofene abbia interazioni con altri medicinali. Non e’ comunque da escludere la possibilita’ di competizione tra ibuprofene assorbito ed altri farmaci ad alto legame con le proteine plasmatiche. Non utilizzare il prodotto insieme ad altri farmaci per uso orale o locale contenenti ibuprofene od altri FANS.

EFFETTI INDESIDERATI
Frequenze reazioni avverse: molto comuni >=1/10; comuni >=1/100 – <1/10; non comuni >=1/1.000 – <1/100; rari >=1/10.000 – <1/1.000; molto rari <1/10.000, non nota. Patologie del sistema nervoso. Comuni: secchezza delle fauci, cefalea, disgeusia. Patologie gastrointestinali. Comuni: nausea. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo. Comuni: edema facciale, vescicole; non nota: reazione da farmaco con eosinofiliae sintomi sistemici (sindrome DRESS). Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo. Comuni: malessere generale. Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione. Molto comuni: lieve eritema; comuni: prurito, bruciore, chiara manifestazione eritematosa, esfoliazione cutanea e fessurazione. Tutti gli eventi avversi riscontrati negli studi clinici sono stati di natura lievee transitoria. Effetti indesiderati riportati da dati di letteratura.Patologie del sistema immunitario. Non note: ipersensibilita’ locali.Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione. Non note: dermatiti da contatto, intorpidimento e formicolii nel sito di applicazione. Con questo tipo di medicinali sono stati riportati casi di lesioni dermatologiche estese e gravi quali eritema multiforme, edema di Quincke e, molto raramente, reazioni bollose includenti Sindrome di Stevens-Johnson e Necrolisi Tossica Epidermica. Sono possibili reazioni di fotosensibilita’. Le reazioni indesiderate sistemichea seguito dell’impiego topico di ibuprofene sono poco probabili in quanto i livelli plasmatici di ibuprofene rilevati a seguito dell’applicazione del farmaco sono molto piu’ bassi di quelli rilevabili con la somministrazione sistemica di farmaci a base di ibuprofene. Tuttavia, aseguito di applicazioni per lunghi periodi di tempo, oltre il termineconsigliato e la non osservanza di controindicazioni ed avvertenze, non e’ possibile escludere la comparsa di effetti indesiderati sistemici, soprattutto a livello gastroenterico. Segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione.

GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO
La concentrazione sistemica di ibuprofene, confrontata con formulazioni orali, e’ piu’ bassa dopo somministrazione topica. Facendo riferimento all’esperienza del trattamento con i FANS per somministrazione sistemica, si raccomanda quanto segue. L’inibizione della sintesi delle prostaglandine puo’ interessare negativamente la gravidanza e/o lo sviluppo embrio/fetale. Dati ottenuti da studi epidemiologici suggerisconoun aumento del rischio di aborto, malformazione cardiaca e gastroschisi dopo l’uso di un inibitore della sintesi di prostaglandine durante il primo periodo di gravidanza. Il rischio assoluto di malformazioni cardiache aumentava da meno dell’1% fino a circa l’1,5%. Si ritiene cheil rischio aumenti con la dose e la durata della terapia. Negli animali, la somministrazione di inibitori della sintesi di prostaglandine hamostrato di provocare un aumento della perdita di pre e post-impiantoe di mortalita’ embrione-fetale. Inoltre, un aumento di incidenza divarie malformazioni, inclusa quella cardiovascolare, e’ stato riportato in animali a cui erano stati somministrati inibitori di sintesi delle prostaglandine, durante il periodo organogenetico. Durante il primoe il secondo trimestre di gravidanza, l’ibuprofene non deve essere somministrato se non in casi strettamente necessari. Se usato da donne inprocinto di concepimento o durante il primo e secondo trimestre di gravidanza, la dose e la durata del trattamento devono essere rispettivamente la piu’ bassa e il piu’ breve possibile. Durante il terzo trimestre di gravidanza, tutti gli inibitori della sintesi delle prostaglandine possono esporre il feto a: tossicita’ cardiopolmonare (con chiusura prematura del dotto arterioso e ipertensione polmonare); disfunzionerenale che puo’ progredire a insufficienza renale con oligoidroamnios; la madre e il neonato, alla fine della gravidanza, a: possibile prolungamento del tempo di sanguinamento, un effetto antiaggregante che puo’ verificarsi anche a dosi molto basse; inibizione delle contrazioniuterine risultante in travaglio ritardato o prolungato. Conseguentemente, l’ibuprofene e’ controindicato durante il terzo trimestre di gravidanza. Ibuprofene viene escreto nel latte materno: alle dosi terapeutiche durante il trattamento a breve termine il rischio di influenza sulneonato sembra improbabile, mentre in caso di trattamento a lungo termine dovrebbe essere considerato lo svezzamento precoce I FANS devonoessere evitati durante l’allattamento materno. Fertilita’ L’uso di ibuprofene puo’ compromettere la fertilita’ femminile e non e’ raccomandato nelle donne in attesa di concepimento. Questo effetto e’ reversibile con la sospensione del trattamento. Nelle donne che hanno difficolta’ a concepire o che sono oggetto di indagine sulla infertilita’, si deve considerare l’interruzione del trattamento con ibuprofene.

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DICLOREUMDOL*10CPR RIV 25MG

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DICLOREUMDOL 25 MG COMPRESSE RIVESTITE CON FILM

CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA
Antinfiammatori non steroidei/farmaci antireumatici.

PRINCIPI ATTIVI
Ogni compressa contiene 25 mg di diclofenac potassico.

ECCIPIENTI
Nucleo della compressa: mannitolo, potassio idrogeno carbonato, sodiolauril solfato, macrogol, crospovidone, magnesio stearato. Rivestimento: ipromellosa, macrogol.

INDICAZIONI
Negli adulti, affezioni dolorose acute, quali cefalea, mal di denti, dolore muscolare o articolare, mal di schiena e dismenorrea primaria.

CONTROINDICAZIONI/EFF.SECONDAR
Ipersensibilita’ al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti. Ulcera, sanguinamento o perforazione gastrica o intestinale attiva. Anamnesi di sanguinamento o perforazione gastrointestinale legata aprecedente terapia con FANS. Anamnesi di ulcera peptica ricorrente/emorragia o ulcera peptica ricorrente/emorragia attiva. Ultimo trimestredi gravidanza e durante l’allattamento. Condizioni che provocano un aumento della tendenza al sanguinamento. Insufficienza cardiaca congestizia conclamata (classe II-IV dell’NYHA), cardiopatia ischemica, arteriopatia periferica e/o vasculopatia cerebrale. Grave insufficienza epatica o renale. Porfiria epatica. Grave compromissione renale (velocita’di filtrazione glomerulare >30 ml/min). Come per altri farmaci antinfiammatori non steroidi (FANS), diclofenac e’ controindicato anche in pazienti in cui gli attacchi di asma, orticaria o rinite acuta vengonoesacerbati dall’acido acetilsalicilico o da altri FANS. Nei bambini dieta’ inferiore ai 14 anni.

POSOLOGIA
Il trattamento deve essere iniziato alla dose piu’ bassa ritenuta efficace. La dose puo’ successivamente essere aggiustata in base alla risposta terapeutica ed a eventuali effetti indesiderati. Gli effetti indesiderati possono essere ridotti al minimo somministrando la minima dose efficace per la minima durata necessaria per controllare i sintomi.Durante il trattamento a lungo termine l’obiettivo deve essere la somministrazione della dose piu’ bassa. Adulti e adolescenti al di sopra dei 14 anni. Altro dolore: 25 mg a distanza di almeno 4-6 ore tra una dose e l’altra. La dose massima giornaliera raccomandata e’ di 75 mg. Non superare i 3 giorni di trattamento. La velocita’ di assorbimento del diclofenac e’ ridotta quando il farmaco viene assunto col cibo. Pertanto si sconsiglia l’assunzione delle compresse col cibo o direttamente dopo un pasto. Funzione epatica compromessa: il medicinale e’ controindicato in pazienti con grave compromissione epatica.

CONSERVAZIONE
Questo medicinale non richiede alcuna condizione particolare di conservazione.

AVVERTENZE
Gli effetti indesiderati possono essere minimizzati ricorrendo alla dose efficace piu’ bassa per la durata piu’ breve necessaria al controllo dei sintomi. Evitare l’uso concomitante con FANS. Si raccomanda l’uso della dose efficace piu’ bassa in pazienti anziani fragili o in quelli con basso peso corporeo. Possono insorgere reazioni allergiche, incluse reazioni anafilattiche/anafilattoidi senza recente esposizione alfarmaco. Il farmaco puo’ mascherare i segni e sintomi di infezioni. L’uso prolungato per la cefalea puo’ peggiorarla. Se si sospetta o si sviluppa questa situazione, si deve chiedere consiglio al medico e il trattamento deve essere interrotto. Nei pazienti con cefalea giornaliera o frequente nonostante (o causa di) l’uso regolari di medicinali perla cefalea deve essere ipotizzata una diagnosi di cefalea da abuso difarmaci (MOH). Sono stati segnalati sanguinamento, ulcerazione o perforazione gastrointestinali, che possono essere fatali. Se si verificasanguinamento o ulcerazione gastrointestinale, il medicinale deve essere sospeso. Esercitare particolare cautela quando si prescrive il farmaco in pazienti con sintomi indicativi di disturbi gastrointestinali ocon anamnesi che suggerisce ulcerazione, sanguinamento o perforazionegastrica o intestinale. Il rischio di sanguinamento gastrointestinalee’ maggiore con l’aumento della dose del FANS o nei pazienti con anamnesi di ulcera, in particolare se complicate da emorragia o perforazione. Per ridurre il rischio di tossicita’ gastrointestinale nei pazienti con anamnesi di ulcera e negli anziani, il trattamento deve essere iniziato e mantenuto alla dose efficace piu’ bassa. Per questi pazienti, deve essere presa in considerazione la terapia di associazione con agenti protettivi. I pazienti, devono riferire qualsiasi sintomo addominale insolito. Si raccomanda cautela in pazienti trattati con farmaciconcomitanti che potrebbero aumentare il rischio di ulcerazione o sanguinamento, come i corticosteroidi sistemici, gli anticoagulanti, gli antiaggreganti piastrinici o gli inibitori selettivi della ricaptazionedella serotonina. Nei pazienti con colite ulcerosa o con malattia diCrohn devono essere esercitate stretta sorveglianza medica e cautela,perche’ queste condizioni possono essere esacerbate. Quando si prescrive il farmaco a pazienti con funzione epatica compromessa e’ necessaria stretta sorveglianza medica, perche’ questa condizione puo’ essere esacerbata. Durante il trattamento e’ stato segnalato danno epatico severo. Possono aumentare i valori di uno o piu’ enzimi epatici. Duranteil trattamento prolungato e’ indicato il regolare monitoraggio della funzione epatica come misura precauzionale. Se i test della funzionalita’ epatica continuano ad essere anomali o peggiorano, se i segni e i sintomi clinici sono coerenti con lo sviluppo di una malattia epatica,o se si verificano altre manifestazioni, il trattamento deve essere interrotto. Puo’ verificarsi epatite senza sintomi prodromici. E’ necessaria cautela quando si utilizza il medicinale in pazienti con porfiriaepatica, perche’ puo’ scatenare un attacco. Il trattamento con FANS in pazienti con malattia epatica cronica deve essere evitato quando possibile a causa dell’aumento del rischio di sanguinamento gastrointestinale. Si richiede particolare cautela in pazienti con funzione cardiaca o renale compromessa, anamnesi di ipertensione, nei pazienti anziani, nei pazienti trattati in concomitanza con diuretici o medicinali chepossono avere un impatto significativo sulla funzione renale. Si raccomanda il monitoraggio della funzione renale come misura precauzionalein questi casi. L’interruzione della terapia e’ solitamente seguita da un ritorno allo stato prima del trattamento. Sono state raramente segnalate reazioni avverse cutanee, alcune delle quali fatali, incluse dermatite esfoliante, sindrome di Stevens-Johnson e necrolisi epidermica tossica. I pazienti sembrano essere a maggior rischio di svilupparequeste reazioni all’inizio del ciclo di terapia: l’insorgenza della reazione si verifica nella maggioranza dei casi entro il primo mese di trattamento. La terapia deve essere interrotta alla prima comparsa di eruzione cutanea, lesioni alle mucose o altri segni di ipersensibilita’. Eccezionalmente, la varicella puo’ essere all’origine di gravi complicazioni infettive cutanee e dei tessuti molli. Finora il ruolo dei FANS nel peggioramento di queste infezioni non puo’ essere escluso. Pertanto si consiglia di evitare il farmaco nei casi di varicella. E’ necessaria cautela prima di iniziare il trattamento in pazienti con un’anamnesi di ipertensione e/o insufficienza cardiaca. I pazienti che presentano significativi fattori di rischio di eventi cardiovascolari devono essere trattati con diclofenac solo dopo attenta considerazione. Dato che i rischi cardiovascolari del diclofenac possono aumentare con ladose e la durata dell’esposizione, si devono usare la minima durata possibile e la minima dose giornaliera efficace. La risposta alla terapia e la necessita’ del miglioramento dei sintomi devono essere rivalutate periodicamente. I dati disponibili non suggeriscono un aumento delrischio con l’uso di dosi basse di diclofenac. Durante il trattamentoprolungato, si raccomanda il monitoraggio della conta ematica. Il diclofenac puo’ inibire temporaneamente l’aggregazione piastrinica. I pazienti con difetti dell’emostasi devono essere attentamente monitorati.In pazienti affetti da asma, rinite allergica stagionale, gonfiore della mucosa nasale, broncopneumopatia cronica ostruttiva o infezioni croniche delle vie respiratorie, reazioni dovute ai FANS come esacerbazioni dell’asma, edema di Quincke o orticaria sono piu’ frequenti che inaltri pazienti. Il farmaco puo’, in rari casi, causare reazioni allergiche incluse reazioni anafilattiche/anafilattoidi. Le proprieta’ deldiclofenac lo portano a mascherare i segni o i sintomi di infezione. Ipazienti affetti da lupus eritematoso sistemico devono essere attentamente monitorati durante il trattamento. I pazienti trattati con anticoagulanti orali o antidiabetici devono essere monitorati durante il trattamento concomitante con diclofenac. Devono essere eseguiti test dilaboratorio per assicurarsi che l’effetto desiderato degli anticoagulanti sia mantenuto. Sono stati riferiti casi isolati di ipoglicemia e di effetti iperglicemici che richiedono un aggiustamento di dose degliagenti antidiabetici. I FANS possono inibire l’effetto diuretico e aumentare gli effetti di risparmio del potassio dei diuretici, che rendenecessario monitorare i livelli di potassio sierico. L’uso di diclofenac puo’ ridurre la fertilita’. Questo e’ vero per tutti i medicinali che inibiscono la sintesi della ciclossigenasi e delle prostaglandine.L’effetto e’ reversibile e termina quando si interrompe l’uso di questi tipi di medicinali.

INTERAZIONI
Le seguenti interazioni includono quelle osservate con le compresse gastro-resistenti di diclofenac e/o altre forme farmaceutiche di diclofenac. Interazioni farmacodinamiche. Anticoagulanti e antiaggreganti piastrinici: si raccomanda cautela poiche’ la somministrazione concomitante potrebbe aumentare il rischio di sanguinamento. Benche’ gli studi clinici non sembrino indicare che il diclofenac influenzi l’azione degli anticoagulanti, ci sono stati casi di un aumento del rischio di emorragie in pazienti trattati con diclofenac e anticoagulanti in concomitanza. Si raccomanda pertanto lo stretto monitoraggio di questi pazienti. Diuretici e antipertensivi: l’uso concomitante di diclofenac con diuretici o antipertensivi possono causare una riduzione del proprio effetto antipertensivo. Pertanto l’associazione deve essere somministratacon cautela e la pressione sanguigna deve essere monitorata periodicamente, in particolare nei pazienti anziani. I pazienti devono essere adeguatamente idratati e si deve prestare attenzione al monitoraggio della funzione renale dopo l’inizio della terapia concomitante e periodicamente nel periodo successivo, in particolare per i diuretici e gli ACE inibitori a causa dell’aumentato rischio di nefrotossicita’. Il trattamento concomitante con farmaci risparmiatori di potassio puo’ essere associato a un aumento dei livelli di potassio che deve pertanto essere monitorato di frequente. Altri FANS: la somministrazione concomitante di diclofenac e altri FANS sistemici o corticosteroidi puo’ aumentare la frequenza di effetti indesiderati gastrointestinali. Inibitoriselettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI): la somministrazione concomitante di FANS sistemici, incluso il diclofenac, e di SSRI puo’ aumentare il rischio di sanguinamento gastrointestinale. Antibatterici chinolonici: sono stati segnalati casi isolati di convulsioni chepossono essere stati dovuti a uso concomitante di chinolonici e FANS.Possono verificarsi in pazienti con o senza anamnesi pregressa di epilessia o convulsioni. Per questa ragione occorre cautela quando si prende in considerazione la somministrazione di chinolonici in pazienti che gia’ assumono FANS. Antidiabetici orali: il diclofenac puo’ esseresomministrato insieme ad antidiabetici orali senza influenzarne l’effetto clinico. Tuttavia, sono stati riferiti casi isolati di effetti ipo- e iperglicemici che hanno richiesto modifiche delle dosi degli antidiabetici durante il trattamento con diclofenac. Per questa ragione, siraccomanda il monitoraggio del livello di glucosio nel sangue come misura precauzionale durante la terapia concomitante. Corticosteroidi: il trattamento concomitante con diclofenac e corticosteroidi puo’ aumentare il rischio di sanguinamento gastrointestinale. Interazioni farmacocinetiche. Effetti del diclofenac sulla farmacocinetica di altri medicinali. Metotrexato: il diclofenac puo’ inibire la clearance tubularerenale del metotrexato aumentando in tal modo i livelli di metotrexato. Il trattamento concomitante con diclofenac e dosi elevate di metotrexato deve essere evitato. Si deve osservare cautela durante l’uso concomitante di un trattamento con basse dosi di metotrexato e i pazientidevono essere monitorati per possibile tossicita’ correlata al metotrexato. Si raccomanda cautela quando i FANS, incluso il diclofenac, vengono somministrati meno di 24 ore prima o dopo il trattamento con metotrexato, perche’ le concentrazioni plasmatiche di metotrexato possono aumentare e la tossicita’ di questa sostanza puo’ aumentare. Litio: ildiclofenac riduce la clearance renale del litio aumentando cosi’ i livelli sierici di litio. Si raccomanda il monitoraggio delle concentrazioni di litio. Ciclosporina e tacrolimus: il diclofenac, puo’ aumentarela nefrotossicita’ di ciclosporina a causa dell’effetto sulle prostaglandine renali. E’ probabile che il rischio sia presente durante il trattamento concomitante con tacrolimus. Pertanto deve essere somministrato a dosi piu’ basse rispetto a quelle che sarebbero usate in pazienti non trattati con ciclosporina. Digossina: l’introduzione del diclofenac in persone trattate con digossina puo’ causare livelli plasmaticiaumentati di digossina. Si raccomanda il monitoraggio del livello sierico di digossina. Fenitoina: quando si usa la fenitoina in concomitanza con il diclofenac, si raccomanda il monitoraggio delle concentrazioni plasmatiche di fenitoina a causa dell’aumento previsto nell’esposizione alla fenitoina. Effetti di altri medicinali sulla farmacocineticadel diclofenac. Farmaci che inibiscono o inducono l’enzima CYP2C9: ilmetabolismo del diclofenac viene catalizzato dall’enzima CYP2C9. Il trattamento concomitante con farmaci che inibiscono questo enzima conduce probabilmente a concentrazioni plasmatiche elevate di diclofenac. Imedicinali che inducono l’attivita’ del CYP2C9 quali rifampicina, carbamazepina e barbiturici, possono ridurre le concentrazioni plasmatichedi diclofenac a livelli sub terapeutici. Il diazepam, che viene metabolizzato tramite il CYP2C19, aumenta la concentrazione plasmatica di diclofenac del 50-100%. Il voriconazolo, che viene metabolizzato tramite il CYP2C19, ha aumentato la C max e l’AUC del diclofenac (dose singola di 50 mg) del 114% e 78% rispettivamente. Puo’ essere necessario unaggiustamento della dose del FANS. Colestipolo e colestiramina: la somministrazione concomitante di diclofenac con colestipolo o colestiramina riduce l’assorbimento di diclofenac di circa il 30% (colestipolo)e 60% (colestiramina). Pertanto si raccomanda di somministrare diclofenac almeno un’ora prima o 4-6 ore dopo la somministrazione di colestipolo/colestiramina.

EFFETTI INDESIDERATI
Le reazioni avverse riportate, sono classificate in ordine di frequenza a partire dalle piu’ frequenti utilizzando la seguente convenzione:molto comune (>1/10); comune (>=1/100, <1/10); non comune (>=1/1000, <1/100); raro (>=1/10.000, <1/1000); molto raro <1/10.000); non nota (la frequenza non puo’ essere definita sulla base dei dati disponibili).Patologie del sistema emolinfopoeitico; molto raro: trombocitopenia,leucopenia, anemia (inclusa anemia emolitica e aplastica), agranulocitosi. Disturbi del sistema immunitario. Raro: ipersensibilita’, reazioni anafilattiche e anafilattoidi (incluso ipotensione e shock); molto raro: edema angioneurotico (incluso edema del volto). Disturbi psichiatrici; molto raro: disorientamento, depressione, insonnia, incubi, irritabilita’, disturbi psicotici. Patologie del sistema nervoso. Comune:cefalea, capogiro; raro: sonnolenza; molto raro: parestesia, compromissione della memoria, convulsioni, ansia, tremore, meningite asettica,alterazione del gusto, accidente cerebrovascolare. Patologie dell’occhio; molto raro: disturbi visivi, visione offuscata, diplopia. Patologie dell’orecchio e del labirinto. Comune: vertigini; molto raro: tinnito, compromissione dell’udito. Patologie cardiache; molto raro: palpitazioni, dolore al petto, insufficienza cardiaca, infarto del miocardio.Patologie vascolari; molto raro: ipertensione, vasculite. Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche. Non comune: broncospasmo; raro: asma (inclusa dispnea); molto raro: polmonite. Patologie gastrointestinali. Comune: dolore epigastrico, nausea, vomito, diarrea, dolore addominale, dispepsia, flatulenza, anoressia; raro: gastrite, emorragiagastrointestinale, ematemesi, diarrea emorragica, melena, ulcera gastrointestinale (con o senza sanguinamento o perforazione); molto raro: restringimenti intestinali di tipo diaframmatico, colite (inclusa colite emorragica ed esacerbazione di colite ulcerosa o morbo di Crohn), stipsi, stomatite (inclusa stomatite ulcerosa), glossite, disturbo esofageo, pancreatite; non nota: colite ischemica. Patologie epatobiliari.Comune: aumento delle transaminasi (AST, ALT); raro: epatite, ittero,disturbi epatici; molto raro: epatite fulminante, necrosi epatica, insufficienza epatica. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo. Comune: eruzione cutanea; raro: orticaria; molto raro: eruzione bollosa, eczema, eritema, eritema multiforme, sindrome di Stevens-Johnson, necrolisi epidermica tossica (sindrome di Lyell), dermatite esfoliativa,perdita dei capelli, reazione di fotosensibilita’, porpora, porpora allergica, prurito. Patologie renali e urinarie; molto raro: insufficienza renale acuta, ematuria, proteinuria, sindrome nefrotica, nefrite interstiziale, necrosi papillare renale. Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella; raro: impotenza (relazione causale dubbia). Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione; raro: edema. Sperimentazioni cliniche e dati epidemiologici indicano in modo coerente un aumento del rischio di eventi trombotici arteriosi associati all’uso di diclofenac, soprattutto ad alte dosi (150 mg/di’) e al trattamento a lungo termine. Agli operatori sanitari e’ richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione.

GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO
L’inibizione della sintesi di prostaglandine puo’ avere reazioni avverse sulla gravidanza e/o sullo sviluppo embrio-fetale. Dati provenientidagli studi epidemiologici suggeriscono un aumento del rischio di aborto, malformazioni cardiache e gastroschisi dopo l’uso di un inibitoredella sintesi di prostaglandine all’inizio della gravidanza. Si ritiene che il rischio aumenti con la dose e la durata della terapia. Neglianimali, e’ stato dimostrato che la somministrazione di un inibitoredella sintesi di prostaglandine causa un aumento delle perdite pre- epost-impianti e mortalita’ embrio-fetale. Inoltre, negli animali trattati con un inibitore della sintesi di prostaglandine durante il periodo organo genetico, e’ stato riferito l’aumento delle incidenze di varie malformazioni, incluse malformazioni cardiovascolari. Il farmaco nondeve essere somministrato durante il primo e il secondo trimestre digravidanza, a meno che non strettamente necessario. Se il medicinale viene utilizzato da una donna che sta tentando di concepire, o duranteil primo e il terzo trimestre di gravidanza, si deve ricorrere alla dose piu’ bassa possibile e alla durata del trattamento piu’ breve possibile. Durante il terzo trimestre di gravidanza, tutti gli inibitori della sintesi di prostaglandine possono esporre il feto a: tossicita’ cardiopolmonare; disfunzione renale, che puo’ progredire in insufficienza renale con oligoidramnios. Al termine della gravidanza possono esporre la madre e il neonato a: possibile prolungamento del tempo di sanguinamento dovuto ad effetto antiaggregante che puo’ verificarsi anche adosi molto basse. Inibizione delle contrazioni dell’utero che causanotravaglio ritardato o prolungato. Di conseguenza il farmaco e’ controindicato durante il terzo trimestre di gravidanza. Il diclofenac passanel latte materno in piccole quantita’, pertanto, non deve essere somministrato durante l’allattamento per evitare effetti indesiderati nelbambino. L’uso di diclofenac puo’ compromettere la fertilita’ femminile e non e’ raccomandato nelle donne che stanno provando a concepire.Nelle donne che hanno difficolta’ a concepire o che sono sottoposte acontrolli sulla sterilita’ si deve prendere in considerazione la sospensione del diclofenac.

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DISINTYL*FL 200ML

4,60 4,00

DISINTYL

CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA
Antisettici e disinfettanti.

PRINCIPI ATTIVI
100 ml di soluzione contengono: benzalconio cloruro 0,2 g.

ECCIPIENTI
Essenza di limone 1,0 g, colore E 104 0,01 mg, acqua deionizzata q.b.a 100 g.

INDICAZIONI
Disinfezione e pulizia (o toletta) della cute lesa (ferite, piaghe ustioni, etc.). Disinfezione dei genitali esterni.

CONTROINDICAZIONI/EFF.SECONDAR
Ipersensibilita’ verso i componenti.

POSOLOGIA
Applicare la soluzione, senza diluirla, direttamente o con un batuffolo di cotone; in caso di lesioni profonde, irrorare abbondantemente. Per la disinfezione dei genitali esterni diluire 1 cucchiaio di prodottoin 1 lt di acqua. Ripetere se necessario l’operazione 2-3 volte al giorno. Non superare le dosi consigliate.

CONSERVAZIONE
Conservare in recipiente ben chiuso al riparo dalla luce e dal calore.

AVVERTENZE
Il prodotto e’ solo per uso esterno. Il prodotto e’ inattivato da detergenti anionici (come i piu’ comuni saponi). L’uso, specie prolungato,dei prodotti per uso topico puo’ dare origine a fenomeni di sensibilizzazione, in tal caso interrompere il trattamento e consultare il medico per istituire una idonea terapia. Evitare il contatto con gli occhi, cervello, meningi e orecchio medio. Non usare per trattamenti prolungati; dopo breve periodo di trattamento senza risultati apprezzabili,consultare il medico. L’ingestione o l’inalazione accidentale di alcuni disinfettanti puo’ avere conseguenze gravi, talvolta fatali. Evitarel’esposizione ai raggi ultravioletti (sole o sorgenti artificiali) dopo l’applicazione del prodotto.

INTERAZIONI
Evitare l’uso contemporaneo di altri antisettici e detergenti.

EFFETTI INDESIDERATI
E’ possibile il verificarsi, in qualche caso, di intolleranza (bruciore o irritazione), peraltro priva di conseguenze, che non richiede modifica del trattamento.

GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO
Non esistono particolari restrizioni nell’uso del prodotto in gravidanza e durante l’allattamento. In gravidanza il prodotto deve essere impiegato per l’igiene intima esterna solo su parere medico.

FEXALLEGRA*10CPR RIV 120MG

11,90

FEXALLEGRA 120 MG COMPRESSE RIVESTITE CON FILM

CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA
Antistaminici per uso sistemico.

PRINCIPI ATTIVI
Fexofenadina.

ECCIPIENTI
Nucleo della compressa: cellulosa microcristallina; amido di mais pregelatinizzato; croscarmellosa sodica; magnesio stearato. Rivestimento filmato: ipromellosa; povidone; titanio diossido (E171); silice colloidale anidra; macrogol 400; ossido di ferro (E172).

INDICAZIONI
Il medicinale e’ indicato negli adulti e nei bambini a partire dai 12anni di eta’ per il trattamento sintomatico della rinite allergica stagionale.

CONTROINDICAZIONI/EFF.SECONDAR
Il medicinale e’ controindicato nei pazienti con ipersensibilita’ al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati.

POSOLOGIA
Adulti: la dose raccomandata di fexofenadina cloridrato per gli adultie’ di 120 mg una volta al giorno, prima dei pasti. La fexofenadina e’un metabolita farmacologicamente attivo della terfenadina. Bambini di12 anni di eta’ e oltre: la dose raccomandata di fexofenadina cloridrato per i bambini a partire dai 12 anni di eta’ e’ di 120 mg una voltaal giorno, prima dei pasti. Bambini al di sotto dei 12 anni di eta’:l’efficacia e la sicurezza di fexofenadina cloridrato 120 mg non sonostate studiate nei bambini al di sotto dei 12 anni di eta’. Nei bambini da 6 a 11 anni di eta’: fexofenadina cloridrato 30 mg compresse e’ la formulazione appropriata per la somministrazione e il dosaggio in questa popolazione. Popolazioni particolari: gli studi effettuati in gruppi di pazienti a rischio (anziani, pazienti con insufficienza renaleo epatica) indicano che non e’ necessario adattare la dose di fexofenadina cloridrato in questi pazienti.

CONSERVAZIONE
Il medicinale non richiede speciali precauzioni per la conservazione.

AVVERTENZE
Come nella maggior parte dei medicinali nuovi i dati relativi a soggetti anziani e a pazienti con compromissione della funzionalita’ renaleo epatica sono limitati. Fexofenadina cloridrato deve essere somministrata con attenzione a tali gruppi di soggetti. Pazienti affetti da malattie cardiovascolari pregresse o in corso devono essere informati chegli antistaminici, come classe di medicinali, sono stati associati con reazioni indesiderate quali tachicardia e palpitazioni.

INTERAZIONI
La fexofenadina non subisce biotrasformazioni epatiche e percio’ non interagira’ con altri medicinali a livello di meccanismi epatici. E’ stato riscontrato che la somministrazione contemporanea di fexofenadinacloridrato e eritromicina o ketoconazolo aumenta di 2-3 volte i livelli plasmatici di fexofenadina. Tali alterazioni non sono state accompagnate da alcun effetto sull’intervallo QT e non sono state associate adalcun incremento delle reazioni avverse rispetto a quanto osservato con gli stessi medicinali somministrati singolarmente. Studi sull’animale hanno dimostrato che l’aumento dei livelli plasmatici di fexofenadina osservato dopo il trattamento concomitante con eritromicina o ketoconazolo sembra essere causato da un incremento dell’assorbimento gastrointestinale e rispettivamente da una diminuzione sia dell’escrezionebiliare che della secrezione gastrointestinale. Non e’ stata osservatainterazione tra fexofenadina e omeprazolo. Tuttavia, la somministrazione di un antiacido contenente alluminio e idrossido di magnesio 15 minuti prima della somministrazione di fexofenadina cloridrato ha provocato una riduzione della biodisponibilita’, molto probabilmente dovutaa legami nel tratto gastrointestinale. E’ consigliabile un intervallodi 2 ore tra la somministrazione di fexofenadina cloridrato e antiacidi contenenti alluminio e idrossido di magnesio.

EFFETTI INDESIDERATI
E’ stata utilizzata la seguente classe di frequenze, quando applicabile: molto comune >= 1/10; comune >= 1/100 e < 1/10; non comune >= 1/1000 e < 1/100; raro >= 1/10.000 e < 1/1.000); molto raro < 1/10.000 e non nota. Negli adulti, nell’ambito degli studi clinici sono stati riferiti i seguenti effetti indesiderati, con un’incidenza simile a quellaosservata con il placebo. Patologie del sistema nervoso. Comune: cefalea, sonnolenza, vertigini. Patologie gastrointestinali. Comune: nausea. Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione. Non comune: affaticamento. Negli adulti, nell’ambito della sorveglianza post-marketing sono stati riferiti i seguenti effetti indesiderati. La frequenza con cui si presentano non e’ nota. Disturbi del sistema immunitario: reazioni di ipersensibilita’ con manifestazioni tipoangioedema, oppressione toracica, dispnea, vampate di calore e anafilassi sistemica. Disturbi psichiatrici: insonnia, nervosismo, disturbidel sonno o incubi/eccesso di sogni (paroniria). Patologie cardiache:tachicardia, palpitazioni. Patologie gastrointestinali: diarrea. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo: rash, orticaria e prurito.La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale e’ importante, in quanto permette unmonitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale.

GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO
Non vi sono dati adeguati sull’uso della fexofenadina cloridrato nelledonne in gravidanza. Studi limitati su animali non indicano effetti dannosi diretti o indiretti su gravidanza, sviluppo embrionale/fetale,parto o sviluppo post-natale. La fexofenadina cloridrato non deve essere usata durante la gravidanza se non in caso di assoluta necessita’.Non vi sono dati sulla concentrazione nel latte materno dopo la somministrazione della fexofenadina cloridrato. Tuttavia, quando la terfenadina e’ stata somministrata a madri in allattamento, e’ stato rilevatoche la fexofenadina passa nel latte materno. Pertanto l’uso di fexofenadina cloridrato non e’ raccomandato durante l’allattamento.

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FLECTOR*10CER MEDIC 180MG

23,90 19,90

FLECTOR 180 MG CEROTTO MEDICATO

CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA
Farmaci antinfiammatori non steroidei per uso topico.

PRINCIPI ATTIVI
Diclofenac idrossietilpirrolidina 180 mg (pari a 140 mg di diclofenacsodico).

ECCIPIENTI
Gelatina, polivinilpirrolidone, sorbitolo soluzione al 70%, caolino, titanio biossido, glicole propilenico, metile paraidrossi-benzoato, propile paraidrossibenzoato, edetato bisodico, acido tartarico, diidrossialluminio aminoacetato, carbossimetilcellulosa sodica, poliacrilato sodico, 1-3-butilen glicole, polisorbato 80, profumo, acqua depurata, feltro sintetico, film plastico.

INDICAZIONI
Trattamento locale di stati dolorosi e infiammatori di natura reumatica o traumatica di: articolazioni, muscoli, tendini, legamenti.

CONTROINDICAZIONI/EFF.SECONDAR
Ipersensibilita’ al principio attivo o all’acido acetilsalicilico o adaltri analgesici o altri preparati antinfiammatori non steroidei (FANS) o ad uno qualsiasi degli eccipienti. Pazienti nei quali si sono verificati accessi asmatici, orticaria o rinite acuta dopo assunzione diacido acetilsalicilico o di altri antinfiammatori non steroidei (FANS). Cute danneggiata, indipendentemente dal tipo di lesione: dermatite essudativa, eczema, lesione infetta, bruciature, o ferite. Terzo trimestre di gravidanza. Pazienti con ulcera peptica attiva. Bambini e adolescenti L’uso nei bambini e negli adolescenti di eta’ inferiore ai 16 anni e’ controindicato.

POSOLOGIA
Solo per uso cutaneo. Il medicinale deve essere applicato solo sulla cute intatta e sana e non deve essere applicato quando si fa il bagno ola doccia. Il cerotto medicato di diclofenac deve essere utilizzato per il piu’ breve tempo possibile in relazione all’indicazione d’uso. Adulti: 1 o 2 cerotti al giorno (una applicazione ogni 12 o 24 ore) perun periodo fino a 14 giorni. Consigliare al paziente di consultare ilmedico, se non riscontra un miglioramento a seguito del periodo di trattamento raccomandato. Bambini e adolescenti al di sotto dei 16 anni:l’impiego non e’ raccomandato. Negli adolescenti di eta’ pari o superiore ai 16 anni: se il medicinale e’ necessario per un periodo di trattamento superiore ai 7 giorni per il sollievo del dolore o se i sintomi peggiorano, e’ necessaria una rivalutazione. Consigliare al pazienteo ai parenti dell’adolescente di consultare il medico. Questo medicinale deve essere impiegato con cautela nei pazienti anziani in quanto maggiormente predisposti agli effetti indesiderati. Tagliare la busta contenente il cerotto medicato. Estrarre un cerotto medicato, rimuoverela pellicola in plastica utilizzata per proteggere la superficie adesiva e applicare il cerotto sull’articolazione o sulla superficie dolente. Se necessario, il cerotto puo’ essere tenuto sul posto mediante una fascia elastica (la confezione contiene una rete tubolare). Richiudere attentamente la busta. Il cerotto deve essere utilizzato per intero. Evitare il contatto con gli occhi o le mucose.

CONSERVAZIONE
Non sono necessarie particolari condizioni di conservazione.

AVVERTENZE
Se i cerotti medicati di diclofenac vengono utilizzati su superfici cutanee estese e per un periodo di tempo prolungato non e’ possibile escludere la possibilita’ di eventi avversi. Il cerotto medicato deve essere applicato solo sulla cute intatta e sana e non deve essere applicato sulla cute lesa o su ferite aperte. I cerotti non devono entrare incontatto con gli occhi o le membrane mucose. I pazienti asmatici, conmalattie croniche ostruttive dei bronchi, rinite allergica o infiammazione della mucosa nasale (polipo nasale) reagiscono con attacchi asmatici, infiammazione locale della pelle o della mucosa (edema di Quincke) o orticaria al trattamento effettuato con FANS piu’ spesso di altripazienti. L’impiego, specie se prolungato, di questo come di altri prodotti per uso topico puo’ dar luogo a fenomeni di sensibilizzazione.In tal caso e’ necessario interrompere il trattamento e istituire unaterapia idonea. Sebbene l’assorbimento sistemico sia minimo, tuttavial’uso del cerotto, come di qualsiasi farmaco inibitore della sintesi delle prostaglandine e della ciclossigenasi non e’ consigliato nelle donne che intendono iniziare una gravidanza. La somministrazione del cerotto dovrebbe essere sospesa nelle donne che hanno problemi di fertilita’ o che sono sottoposte a indagini sulla fertilita’. Gli effetti indesiderati possono essere minimizzati con l’uso della piu’ bassa dose efficace per la piu’ breve durata possibile di trattamento che occorreper controllare i sintomi. Non utilizzare con un bendaggio occlusivo che non lascia passare l’aria. Il trattamento deve essere interrotto immediatamente se si sviluppa un rash cutaneo dopo l’applicazione del cerotto medicato. Non somministrare contemporaneamente per via topica osistemica un altro medicinale a base di diclofenac o altri FANS. Sebbene gli effetti sistemici dovrebbero essere bassi, il cerotto medicatodeve essere utilizzato con cautela in pazienti con compromissione renale, cardiaca o epatica, storia di ulcera peptica o malattia infiammatoria intestinale o diatesi emorragica. I farmaci antinfiammatori non steroidei devono essere utilizzati con particolare attenzione nei pazienti anziani che sono maggiormente predisposti agli effetti indesiderati. I pazienti devono essere avvertiti di non esporsi alla luce solare diretta o alla luce delle lampade solari per circa un giorno dopo la rimozione del cerotto medicato in modo da ridurre il rischio di fotosensibilita’. Contiene metil paraidrossibenzoato, propil paraidrossibenzoato, glicole propilenico.

INTERAZIONI
Poiche’ l’assorbimento sistemico di diclofenac a seguito dell’utilizzodei cerotti medicati e’ molto basso, il rischio di sviluppare interazioni clinicamente significative con altri medicinali e’ trascurabile.Le indagini cliniche eseguite con il farmaco utilizzato in concomitanza con altri farmaci antinfiammatori steroidei e non, non hanno messo in evidenza fenomeni di interazione. Non e’ comunque da escludere la possibilita’ di competizione tra il diclofenac assorbito e altri farmaciad alto legame con le proteine plasmatiche. E’ sconsigliato l`uso concomitante topico o sistemico di altri farmaci contenenti diclofenac oaltri FANS.

EFFETTI INDESIDERATI
Le reazioni avverse sono elencate per frequenza, utilizzando la seguente convenzione: comune (>= 1/100, < 1/10); non comune (>= 1/1.000, < 1/100); raro (>= 1/10.000, < 1/1.000); molto raro (< 1/10.000); non nota: non puo’ essere stimata dai dati disponibili. Infezioni e infestazioni; molto raro: rash con pustole. Disturbi del sistema immunitario; molto raro: ipersensibilita’ (inclusa orticaria), edema angioneurotico,reazione anafilattoide. Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche; molto raro: asma. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo. Comune: rash, eczema, eritema, dermatite (inclusa dermatite allergica e dermatite da contatto), prurito; raro: dermatite bollosa (per es.eritema bolloso), secchezza della cute; molto raro: reazioni di fotosensibilita’. Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione; comune: reazioni nella sede di somministrazione. A seguito di applicazioni per lunghi periodi di tempo su ampie superfici cutanee, non si puo’ escludere la comparsa di effetti indesiderati sistemici, soprattutto a livello gastroenterico. L’utilizzo del prodotto in associazione con altri farmaci contenenti diclofenac puo’ dar luogoa fenomeni di ipersensibilita’ alla luce, eruzione cutanea con formazione di vescicole, eczema, eritema e, in rari casi, reazioni cutanee aevoluzione grave.

GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO
La concentrazione sistemica di diclofenac, confrontata con le formulazioni orali, e’ piu’ bassa dopo somministrazione topica. L’inibizione della sintesi di prostaglandine puo’ interessare negativamente la gravidanza e/o lo sviluppo embrio/fetale. Risultati di studi epidemiologicisuggeriscono un aumentato rischio di aborto e di malformazione cardiaca e di gastroschisi dopo l’uso di un inibitore della sintesi delle prostaglandine nelle prime fasi della gravidanza. E’ stato ritenuto cheil rischio aumenta con la dose e la durata della terapia. Durante il primo e il secondo trimestre di gravidanza il diclofenac non deve essere somministrato se non in casi strettamente necessari. Se il diclofenac e’ usato da una donna in attesa di concepimento, o durante il primoe secondo trimestre di gravidanza, la dose deve essere mantenuta piu’bassa possibile e la durata del trattamento piu’ breve possibile. Durante il terzo trimestre di gravidanza, tutti gli inibitori della sintesi delle prostaglandine possono esporre il feto a: tossicita’ cardiopolmonare (con chiusura prematura del dotto arterioso ed ipertensione polmonare); disfunzione renale, che puo’ progredire in insufficienza renale con oligo-idroamnios; la madre ed il neonato, alla fine della gravidanza, a: possibile prolungamento del tempo di sanguinamento ed effetto antiaggregante che puo’ occorrere anche a dosi molto basse, inibizione delle contrazioni uterine risultanti in ritardo o prolungamento deltravaglio. Conseguentemente, il diclofenac e’ controindicato duranteil terzo trimestre di gravidanza. Il diclofenac passa nel latte materno in piccole quantita’. Tuttavia, alle dosi terapeutiche di diclofenaccerotti medicati non sono previsti effetti sul lattante. Il prodottodeve essere usato durante l’allattamento solo sotto consiglio di un professionista sanitario. In questa circostanza, i cerotti medicati di diclofenac non devono essere applicati sul seno delle madri che allattano, ne’ altrove su aree estese di pelle o per un periodo prolungato ditempo.